Palio di Siena, Gingillo verso il valzer delle monte: “Lupa, Torre, Chiocciola e Giraffa, ma non solo...”

Il vincitore del Palio di agosto 2025 guarda alla Tratta: “Spero di montare uno dei primi cavalli del lotto”

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Giuseppe Zedde, detto Gingillo, questa mattina osserva la presentazione dei cavalli, ma con un obiettivo molto chiaro: essere protagonista del Palio dell’Assunta. Il vincitore del Palio del 16 agosto 2025 è infatti tra i fantini con più possibilità nel valzer delle monte e, a poche ore dall’assegnazione, indica anche le Contrade con cui i rapporti sembrano essere più solidi.

“Spero che la sorte dica bene e di riuscire a montare uno dei primi cavalli del lotto”, racconta Zedde. Tra i cavalli che maggiormente lo interessano c’è Diodoro, che il fantino non nasconde di essere disposto a montare, pur senza voler limitare le proprie possibilità a un solo soggetto.

“Io lo monterei volentieri, però ci sono anche altri competitivi”, spiega. L’obiettivo, dunque, è quello di poter scegliere tra i cavalli migliori, se l’assegnazione dovesse seguire quella che sembra essere la direzione più probabile che i capitani dovrebbero intraprendere.

Penso di sì, sembra che la linea sia questa”, dice Gingillo riferendosi alla possibilità che i capitani puntino sui cavalli più accreditati.

Poi arriva la domanda più attesa: quali sono le Contrade con cui il rapporto potrebbe trasformarsi in una monta?

Zedde ne indica quattro: la Lupa, la Torre, la Chiocciola e la Giraffa.

“Poi vediamo cosa succede, perché si potrebbe aprire anche qualche altra porta”, precisa il fantino. Quattro rapporti costruiti nel tempo, dunque, che rappresentano altrettante possibilità concrete in attesa di capire come verranno distribuiti i cavalli.

E proprio l’assegnazione sarà decisiva. Gingillo non si sbilancia sul momento della scelta, ma sottolinea un concetto: prima bisogna avere un cavallo competitivo, poi entra in gioco tutto il resto.

“Tu devi montare un cavallo buono, nelle Contrade dove c’è rapporto. È giusto che uno tenga una linea, altrimenti è inutile ragionare durante l’inverno”.

Infine, una battuta sul Mossiere, che a luglio era stato al centro di discussioni e polemiche. Gingillo non rinnega il giudizio positivo espresso sul suo operato: “Non è che uno deve parlare bene solo se vince – sottolinea -. C’è da dirgli poco, ha lavorato bene. Poi sicuramente ci sono diverse polemiche, ma tanto tutti non si accontentano. Quando ci sono queste mosse qui sicuramente porta un po’ di polemiche, però è anche vero che fa parte del Palio. Non è che sia la prima volta che si vedono”.



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