Un maggiore confronto con la Chiesa già nella fase che precede la realizzazione del Drappellone del Palio. È la proposta lanciata dal Cardinale Augusto Paolo Lojudice che, intervenendo a “Buongiorno Palio”, parte dal valore stesso del Drappellone, ovvero un’opera nella quale convivono arte, tradizione senese e dimensione religiosa.
“Per me è l’undicesimo Drappellone che vedo presentato, ognuno con delle caratteristiche particolari – ha spiegato-, perché bisogna necessariamente, in qualche modo, raccogliere anche quello che è lo stile dell’autore”, ha aggiunto Lojudice, che ha preferito non entrare nel merito del giudizio estetico. “Soprattutto nell’arte contemporanea può piacere o non piacere. Uno può preferire un colore più vivace, come magari era a luglio; questa volta invece ci sono colori più scuri, più cupi. È tutto molto soggettivo”.
Il punto centrale, per Lojudice, riguarda invece la componente religiosa dell’opera. “Dovendo essere comunque un’espressione anche di una fede religiosa, l’ideale sarebbe che certi canoni, che rispettano non solo la cultura religiosa ma anche la cultura artistica, fossero un pochino presenti”, ha osservato, richiamando anche la grande tradizione dei secoli d’oro dell’arte senese “L’ideale sarebbe che venissero un po’ rispettati. Poi qualche autore a volte deraglia un po’, ma secondo me è, a monte, anche la scelta dell’autore a determinare certe cose”.
Da qui l’idea di un contributo più strutturato prima che l’opera venga definitivamente realizzata. “Credo che sarebbe importante un occhio anche da parte di un esperto che possa aiutare – ha detto il cardinale -. Essendo comunque una situazione che ha una dimensione profondamente religiosa e che, tra l’altro, io devo benedire insieme all’Assemblea, l’ideale sarebbe che magari fosse condivisa un po’ questa situazione”.
Alla domanda sulla possibilità che proprio il Cardinale, o altre figure ecclesiali, vengano maggiormente coinvolte nella fase iniziale, Lojudice ha indicato soprattutto un possibile vantaggio: prevenire le polemiche successive. “Eviteremmo eventualmente quelle che possono essere un po’ delle discussioni, delle polemiche: “Non è così”, “Non va bene”, “Non deve essere benedetto”. Cose che purtroppo sono accadute e che possono accadere. Tutto questo ci aiuterebbe a evitarlo”.
Infine la battuta sul dibattito che ogni Drappellone inevitabilmente accende in città: “Poi tutti diventiamo esperti di cultura religiosa: tutti diventiamo religiosissimi all’improvviso, anche se magari in chiesa ci andiamo poco o mai”.