Palio di Siena, Magrini (Nicchio): "Anda e Bola era il cavallo giusto per quel grido: andare e volare"

L’ex Priore e attuale Rettore del Collegio dei Maggiorenti legge la vittoria del Nicchio come il risultato di una Contrada ritrovata: "Giustarini è il capitano che ci voleva, ha una grande presa sui giovani"

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“Andiamo, andiamo, andiamo”. È questo, per Daniele Magrini, il titolo più bello della vittoria del Nicchio. L’ex Priore e oggi Rettore del Collegio dei Maggiorenti della Contrada interpreta il trionfo dell’Assunta attraverso quel grido che il capitano Fabio Giustarini ha ripetuto durante i giorni di attesa, rivolgendosi soprattutto ai più giovani.

E in quel nome, Anda e Bola, Magrini trova quasi la perfetta traduzione di quello spirito: “Era il cavallo giusto per interpretare “andando e volando” il grido del capitano”.

Una vittoria che, secondo Magrini, racconta anche il percorso di una Contrada che negli ultimi anni ha avuto bisogno di ritrovare compattezza. E in questo percorso un ruolo importante lo ha avuto proprio Giustarini: “È il capitano che ci voleva perché, oltre al carisma naturale, è sempre riuscito ad avere una grande presa sui giovani”.

Il Nicchio che ha festeggiato per tutta la notte è soprattutto una Contrada giovane: “Si è vista una Contrada di tanti giovani, di tanti ragazzi, considerando che quelli di 30 anni praticamente ancora non avevano avuto la possibilità di gioire”. E allora questa vittoria diventa anche il segno di una continuità generazionale: “C’è una continuità fra i più anziani, e Fabio è fra questi, e i più giovani che stanotte sono stati quelli più felici”.

Tittia, un grande del Palio

Impossibile non parlare anche del fantino che ha riportato il Nicchio alla vittoria dopo 28 anni. Per Magrini, Giovanni Atzeni detto Tittia è oggi al vertice della sua parabola: “È al massimo del suo vigore atletico, fisico, nella capacità di gestire le relazioni a cavallo e fuori”.

Ma la sua capacità di vincere non rappresenta una novità nella storia del Palio. Magrini traccia un parallelo con alcuni dei grandi protagonisti del passato: “È come tanti altri grandi, come Vittorino, come Aceto, come il Bruschelli, che sanno interpretare al meglio il Palio e lo gestiscono come fantini in collaborazione, in accordo con le Contrade che li montano”.

Una riflessione che guarda alla storia più che alla cronaca: “Chi dice che c’è tanto di nuovo si scorda i Palii di Aceto, si scorda le vittorie del Bruschelli, si scorda le vittorie di Vittorino che noi personalmente non possiamo dimenticare”.



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