Passaggio del fronte, la procura di Siena apre un fascicolo sul crimine di tre soldati alleati

A chiedere giustizia alla veneranda età di 90 anni è Giselda. Per la prima volta in Italia una procura ordinaria indaga su fatti di questo genere.

Era il 22 giugno 1944 quando Ottavia, una giovane ragazza ventisettenne, stava sfollando da Radicofani con il marito e i suoi otto figli. Sulla strada percorsa, la famiglia incrociò due soldati marocchini e uno francese. La giovane Ottavia fu accerchiata dai tre soldati malintenzionati, che tentarono di abusare di lei. La donna si difese, ma l’episodio terminò in tragedia: i soldati infatti, vista la reazione di Ottavia agli affronti ricevuti, decisero di spararle. La donna non morì sul colpo, ma rimase agonizzante per alcune ore. Al suo fianco rimase la figlia Giselda. Oggi, all’età di novant’anni, Giselda chiede giustizia per la madre scomparsa. Nello scorso maggio ha infatti sporto denuncia e negli ultimi giorni la procura di Siena ha aperto un fascicolo d’indagine. Per la prima volta in Italia, dopo più di settant’anni, una procura ordinaria indaga su un caso del genere. Sarà oggettivamente difficile individuare a distanza di anni gli autori del crimine, ma per Giselda questo non ha importanza. Adesso sua madre non è più un fantasma e chissà se questa vicenda possa far luce su una pagina di storia troppe volte misconosciuta.

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