Pd, scatta l’analisi della sconfitta e una direzione con possibili addii eccellenti

Domani sera potrebbe essere l’ultima direzione dell’attuale segreteria in vista del congresso. Molti dem chiedono un nuovo percorso senza divisioni

Il 25 giugno è stato sicuramente il giorno più lungo della storia del Pd senese. Con la sconfitta di Bruno Valentini al ballottaggio, dopo 74 anni la città è stata consegnata al centrodestra e i Dem locali si ritrovano anche ad essere, percentuali alla mano, la seconda forza politica dietro la lista Per Siena di Pierluigi Piccini.

Un cataclisma storico che avrà conseguenze forti: per domani sera è stata convocata una direzione che si preannuncia a dir poco calda. Sarà l’occasione per analizzare la sconfitta e far partire i processi. E potrebbe trattarsi anche dell’ultima direzione dell’attuale segreteria, che, sulla scorta dello shock elettorale, starebbe pensando di preparare la fase processuale. In previsione di ciò almeno due elementi del gruppo dirigente potrebbero lasciare le cariche o essere costretti a farlo.

Una fase di ricambio gradita a molti importanti esponenti, tra cui il coordinatore provinciale Andrea Valenti e la parlamentare senese Susanna Cenni, che commentando i risultati del voto su Facebook, hanno già parlato della necessità di aprire un nuovo percorso di rinascita, da affrontare uniti e senza più divisioni, polemiche e guerre intestine. Come quelle che hanno accompagnato la scelta del candidato sindaco, finendo per dilaniare il partito e far perdere di vista la preparazione di una campagna elettorale che si faceva infuocata giorno dopo giorno. Le discussioni del Pd riguarderanno anche le dinamiche interne: in particolar modo il futuro dell’ala Scaramelliana fino all’ultimo respiro contrapposta a Valentini, e quella Monaciana, con cui si è verificata una rottura che ha portato Alessandro Pinciani a candidarsi in maniera autonoma alle Comunali. Interpellato su tali questioni ad esempio da Uno Mattina, il grande sconfitto Valentini, senza mezzi termini, ha espresso la volontà di “ripartire senza la spocchia renziana” e a Repubblica rincara la dose: “Ci condannano solo a sconfitte, qualcuno di loro (Renzi, ndr) dovrebbe lasciare la politica, in coerenza con le sue dichiarazioni”. L’impressione è che i conti da regolare saranno molti e salati.

 

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