Poggibonsi, due giovani arrestati dopo un inseguimento coi carabinieri

Uno dei giovani messi in manette, appartenente al gruppo “Mafia 53036”, si trovava a Poggibonsi violando l'obbligo di dimora. Nella tentata fuga viene speronata l'auto dei militari

Arrestato nei giorni scorsi nell’ambito di un operazione che ha sgominato una banda di malviventi in Valdelsa ,un giovane che ha violato l’obbligo di dimora a San Gimignano è stato sorpreso dai carabinieri a Poggibonsi: è scattato un inseguimento al termine del quale i militari sono riusciti a bloccarlo ed arrestarlo, insieme a un compare.

Il fatto è avvenuto nei scorsi giorni, quando i Carabinieri della Compagnia di Poggibonsi, nel corso dei normali servizi, notavano una autovettura condotta da G.G., 19enne del luogo, conosciuto dai militari, con a bordo F.M., 20enne, di San Gimignano, che alla vista dei Carabinieri tentava di nascondersi per non farsi vedere. Tuttavia i militari riconoscevano in quest’ultimo il giovane, sottoposto lo scorso 8 ottobre alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di San Gimignano, il quale pertanto non poteva trovarsi nel comune di Poggibonsi.

Il conducente dell’auto, alla vista dei militari, si dava ad una precipitosa fuga ingaggiando un breve inseguimento con i Carabinieri del Nucleo Radiomobile che riuscivano a bloccarlo in una via del centro.

Il conducente, vistosi raggiunto dai Carabinieri e trovandosi in una situazione che non gli offriva una via d’uscita, con l’intento di far fuggire il suo amico, non esitava ad innestare la retromarcia ed urtare volontariamente l’auto dei Carabinieri. Il diversivo consentiva a F.M. di fuggire lungo l’argine del torrente Staggia ma veniva rincorso, raggiunto e bloccato da uno dei militari dell’equipaggio del Radiomobile. La scena si consumava sotto gli occhi di numerosi passanti ed amici dei due fermati che, una volta condotti in caserma, venivano dichiarati in stato di arresto per i reati di resistenza ad un Pubblico Ufficiale e danneggiamento.

All’esito degli accertamenti venivano trovati anche in possesso di arnesi ritenuti idonei allo scasso portati in macchina senza giustificato motivo ed al conducente dell’auto veniva ritirata la patente di guida per essersi rifiutato di sottoporsi ai test per la guida in stato di ubriachezza o sotto l’influenza di sostanze stupefacenti. Entrambi sono stati posti agli arresti domiciliari nelle rispettive abitazioni a disposizione della Procura della Repubblica di Siena.