Positivo al Covid, viene dimenticato al pronto soccorso delle Scotte senza acqua e cibo

L'odissea di un aretino, che in quarantena in un albergo sanitario vicino al policlinico, portato al pronto soccorso per accertamenti viene chiuso in una stanza per quasi un giorno. Dimenticato da tutti, ha dovuto chiamare un'ambulanza da Arezzo per farsi riportare nella struttura

Positivo al coronavirus, vive un’esperienza da incubo al pronto soccorso di Siena. E’ la storia di un padre aretino, raccontata da “Arezzonotizie”.

L’uomo, risultato positivo al tampone, viene trasferito per la quarantena in un albergo sanitario poco distante dal policlinico senese. Qui i sintomi si fanno più forti, febbre e dolori, e così viene trasportato al pronto soccorso per accertamenti, che sono confortanti. I medici lo trattengono anche per la notte, e qui inizia l’odissea: l’uomo racconta di essere stato chiuso in una stanza a chiave ed isolato, con una barella come letto, senza cibo e appena qualche sorso d’acqua, dietro pressanti richieste.

L’indomani mattina verso le 9 erano previste le dimissioni per il ritorno nell’albergo, ma al pomeriggio il soggetto risultava ancora chiuso dentro la stanza, senza che nessuno riuscisse a dargli risposte e ad aiutarlo. Dell’ambulanza che doveva riportarlo all’albergo sanitario, nemmeno l’ombra.

Dimenticato da tutti e preso dalla disperazione, gli viene suggerito perfino di chiamare i carabinieri, alla fine è costretto a rivolgersi ad una associazione di Arezzo che, verso le 17, gli manda l’ambulanza per il trasporto all’albergo sanitario sito a pochi chilometri dal policlinico.