Processo contradaioli: sentiti i Capitani di Nicchio e Montone e due Deputati della Festa

Ci si è focalizzati sui contenuti della relazione dei deputati e sulle parole “forti fronteggiamenti”

Si è tenuta oggi al Tribunale di Siena dinanzi al giudice Ottavio Mosti la nuova udienza del processo ai contradaioli per i fronteggiamenti dell’agosto 2015. In aula sono stati ascoltati 4 testimoni, l’ex Capitano del Nicchio Stefano Cambiaggi, l’ex Capitano del Montone Francesco Palazzi, il Deputato della Festa Paolo Betti e l’altro Deputato Riccardo Pagni. Un terzo Deputato, Lonzi, è stato rimandato alla prossima udienza fissata per il 12 febbraio, insieme ad altri 5 testimoni.

Nell’udienza ci si è soffermati a lungo sui contenuti della relazione dei Deputati della Festa sul Palio, dove si parlava dei fronteggiamenti avvenuti, e sull’aggettivazione utilizzata, ovvero “forti”, per capire cosa si intendeva con esattezza.

Il Deputato della Festa Paolo Betti, in particolare, spiegato che per fronteggiamenti si riferiva ai due popoli schierati uno di fronte all’altro, e per “forti”, all’ampio numero di persone coinvolte; una volta arrivato vicino ai due popoli, ha riferito di aver trovato i capitani di Nicchio e Montone che erano già intervenuti

Il Deputato Riccardo Pagni ha invece ha  raccontato che tra le parti sono volate forti parole in uno stato di elevata agitazione fino al fronteggiamento, concretizzato con spinte, urla e qualche pugno, fino all’arrivo dei dirigenti di Contrada e dei vigili; ma non ci sarebbero stati scontri fisici di rilievo. L’utilizzo dell’aggettivo “forte” si riferiva al fatto che il fronteggiamento ha ostacolato il normale defluire dalla pista, creando ostacolo alla Festa.

I Capitani, oltre che sull’accaduto: “Ho visto gli spostamenti di persone ma niente di violento” ha sottolineato Cambiaggi, sono stati invece interpellati su come il fronteggiamento fosse stato percepito all’interno della Contrada successivamente ai fatti. Palazzi (Montone) ha sottolineato che l’accaduto non ha destato particolare scalpore, in quanto era una cosa successa molte altre volte nella storia del Palio, e anzi l’attenzione è stata catalizzata quando le indagini hanno portato a dove siamo oggi. Cambiaggi riferisce invece “di aver saputo dell’argomento solo in modo generico, non specifico, e di non aver mai parlato con i diretti interessati in questo processo di tale argomento”.

Dei 68 contradaioli imputati, 33 hanno già concluso attraverso il patteggiamento (20) e il rito abbreviato (13); dei 35  elementi rimasti, 2 sono stati assolti, per gli altri 31 è scattato il processo: 7 i contradaioli dell’Onda, difesi dall’avvocato Alessandro Betti, gli 8 del Nicchio difesi da Luigi De Mossi e i 16 del Valdimontone, rappresentati da Fabio Pisillo. Per loro, l’accusa sostenuta dal pubblico ministero Sara Faina, è di rissa aggravata.

 

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