Processo Ruby Ter: giudice dice no alle testimonianze delle olgettine

A testimoniare per la difesa il consulente Andrea Perini, che esaminati gli accertamenti tributari sui bonifici di Berlusconi a Mariani, ha confermato come fossero proventi da attività lavorativa e non dazioni corruttive

E’ ripreso oggi al Tribunale di Siena dinanzi il collegio del presidente Ottavio Mosti il processo del filone “Ruby Ter” a carico dell’ex premier Silvio Berlusconi e del suo pianista di fiducia delle feste di Arcore Danilo Mariani, con le accuse di corruzione in atti giudiziari. La difesa di Berlusconi ha portato la testimonianza di un consulente, il professor Andrea Perini, commercialista e revisore dei conti, che dopo aver esaminato gli accertamenti di guardia di finanza di Chiusi Scalo, agenzia delle entrate e commissione tributaria provinciale di Siena, ha confermato la tesi difensiva secondo cui i bonifici degli anni 2011-2012-2013 corrisposti da Berlusconi a Mariani fossero proventi da attività lavorativa autonoma e non dazioni corruttive, che sarebbero state comunque soggette a tassazione.

Il pubblico ministero Valentina Magnini ha chiesto di poter ammettere al dibattimento le testimonianze di cinque olgettine delle feste di Arcore, Ambra Battilana, Melania Tumini, Natascha Teatino, Chiara Danese e Imane Fadil (deceduta a marzo), per confermare il fatto che Mariani fosse presente effettivamente alle feste come pianista; il collegio ha però rigettato la richiesta non ritenendo le loro testimonianza necessaria, avendo le stesse già testimoniato in processi con sentenze passate in giudicato. Il giudice vuole però sentire ancora due soggetti: il ragionier Spinelli, l’uomo dei conti del Cavaliere, e il comandante della polizia municipale di Milano Marco Ciacci, dopodichè a dicembre si potrebbe andare a sentenza.

C.C

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