Processo torture a Ranza, iniziata la perizia sulle intercettazioni

In tutto sono circa 33 le intercettazioni che saranno sottoposte a perizia con il tecnico incaricato che ha tempo entro il 22 settembre per depositare il materiale trascritto al tribunale di Siena. A processo ci sono cinque agenti di polizia penitenziaria sui quali pende l’accusa di lesioni aggravate, minaccia, falso ideologico e tortura

Apertura e primo inizio delle operazioni di perizia per le intercettazioni sia ambientali che telefoniche sul caso delle presunte torture al carcere di Ranza a San Gimignano. Violenze che si sarebbero verificate ad ottobre 2028, quando un recluso sarebbe stato pestato dagli agenti durante un trasferimento di celle nel reparto di media sicurezza.

Questa mattina, il Perito Fonico Trascrittore nominato dal Tribunale di Siena, ha cominciato le prime operazioni che porteranno alla trascrizione delle intercettazioni telefoniche ed ambientali che gli sono state fornite su indicazione del Pubblico Ministero Valentina Magnini. In tutto sono circa 33 le intercettazioni che saranno sottoposte a perizia con il tecnico incaricato che ha tempo entro il 22 settembre per depositare il materiale trascritto al tribunale di Siena.

Le intercettazioni telefoniche riguardano i cinque agenti – rinviati a giudizio dal Gup Malavasi con l’accusa di tortura – ed anche altri soggetti collaterali. Il periodo interessato va da dicembre 2018 a marzo-aprile 2019. Per quelle ambientali si fa riferimento a due autovetture di due agenti e per il periodo considerato si va da novembre a dicembre del 2019.

Il materiale risultato della perizia tecnica sarà poi utilizzato a partire dalla prossima udienza del 28 settembre quando verranno ascoltati anche i primi tre testimoni. Come detto, a processo ci sono cinque agenti di polizia penitenziaria sui quali pende l’accusa di lesioni aggravate, minaccia, falso ideologico e tortura.