Profughi sfruttati e sottopagati in aziende del Chianti

Profughi sfruttati nelle aziende del Chianti: nei campi in ciabatte a gennaio

Centinaia di immigrati, soprattutto profughi appena giunti dal Pakistan e da Paesi dell’Africa sub sahariana, sfruttati e sottopagati per lavorare in cinque aziende vitivinicole del Chianti. Gli stranieri sarebbero stati fatti lavorare in ciabatte anche a gennaio o vessati con punizioni corporali, pagati 4 euro all’ora per lavorare tutto il giorno (almeno 12 ore).

E’ quanto è emerso da un’indagine condotta dalla Procura di Prato, da dove partiva gran parte dei profughi ospitati nelle strutture della città e dove stamattina sono state eseguite decine di perquisizioni con gli uomini della Digos, della Forestale e della Guardia di Finanza.

Attualmente 12 persone sono indagate per associazione a delinquere (o per concorso esterno) finalizzata allo sfruttamento di lavoratori stranieri irregolari. Le aziende sarebbero state ignare del ‘giro’ messo in atto da un pakistano che reclutava i profughi a Prato, insieme alla moglie. Le indagini sono coordinate dal Sostituto Procuratore Antonio Sangermano.

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