Punto nascita di Nottola a rischio, “Cuore di Bimbo” si rivolge ai Garanti dell’Infanzia

L’associazione ATGBC invia una segnalazione formale al Garante regionale Stefano Scaramelli e a quello nazionale sul mancato riconoscimento del disagio orografico in Valdichiana Senese

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“Un primo doveroso atto” è così che Andrea Fiori Presidente di ATGBC “ Cuore di Bimbo” commenta l’invio della segnalazione alla Autorità Garante dell’Infanzia e Adolescenza Nazionale e al Garante dell’Infanzia della Toscana Stefano Scaramelli con “la richiesta di intervento” si legge nel documento “ per verificare la corretta applicazione delle Leggi Nazionali sui diritti dei Neonati, nascituri e future mamme della Zona Distretto della Valdichiana Senese e di altre zona Italiane, stante il mancato riconoscimento di area con disagio orogeografico alla medesima.

Prosegue Fiori: “Non potevamo restare fermi dopo aver letto e sentito anche nella conferenza stampa organizzata a Nottola in difesa del punto nascita che, nonostante le risultanze della relazione dell’Asl Toscana Sud est nella richiesta di deroga, da cui risulta evidente che circa 200 parti sui circa 400 ( dati del 2024 ) sono avvenuti in comuni che distano più di 60 minuti dal punto nascita alternativo, non si è ritenuto di riconoscere il disagio orografico all’Area. Non ci risulta e sarebbe francamente assurdo, visto che qui si parla di rischio notevole per i neonati, nascituri e partorienti, che siano previste percentuali minime sotto le quali l’area non ha il diritto al riconoscimento della difficoltà orogeografica. Quindi ci è sembrato doveroso effettuare la segnalazione ai garanti in primis a quello della Toscana Stefano Scaramelli.

Segnalazione che abbiamo esteso anche all’Autorità garante a livello nazionale, visto che ultimamente, a quanto ci risulta, abbiamo assistito a decisioni dei Tar che hanno ribaltato delibere regionale di chiusure di punti nascita, partendo proprio dall’ errata ” interpretazione ” del criterio orogeografico con esclusione di zone che ne avevano pienamente diritto.” Nel documento si specifica che visto che altre azioni di difesa come il ricorso al Tar potranno essere effettuati solo dopo la delibera regionale con cui dovrebbe essere disposta la chiusura nel 2027, non trattandosi di un parere isolato, esiste il rischio che venga applicato un criterio interpretativo da parte del Comitato, che si sta allontanando dall’obiettivo principale che ha ispirato la normativa: la garanzia della sicurezza di nascituri, delle future mamme e dei neonati. Ecco quindi la segnalazione ai garanti figure che hanno sempre caratterizzate la loro azione con interventi di tutela e di verifica approfonditi ed efficaci presso gli organi competenti.

Conclude Fiori:  “In un momento di forte denatalità come il nostro dove non solo da analisi e studi scientifici ma anche nei media economici si sottolinea la necessità di maggior tutela nei confronti delle future generazioni e con politiche economiche a favore delle loro famiglie, se anche non fosse per motivi etici, che per noi sarebbero sufficienti, questi interventi per evitare la desertificazione dei punti nascita sono indispensabili anche per il futuro delle nostre comunità”.



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