Sanità pubblica e appalti, al via anche a Siena la raccolta firme per le proposte di legge promosse dalla Cgil

Prima della discussione sui temi della proposta è stato approvato un ordine del giorno a sostegno del popolo palestinese

Di Filippo Meiattini | 15 Maggio 2026 alle 13:30

Al via la raccolta firme per le proposte di legge di iniziativa popolare su sanità pubblica e appalti. A promuovere l’iniziativa è la Cgil, che ha organizzato assemblee in tutta Italia. A Siena l’incontro si è svolto nell’aula magna dell’Università per Stranieri di Siena. Prima dell’inizio dei lavori, in tutte le assemblee italiane è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno a sostegno del popolo palestinese, nel giorno del 78° anniversario della Nakba, l’esodo del 1948. Si è poi aperta la discussione sui contenuti delle proposte di legge di iniziativa popolare.

“Oggi, simultaneamente, in tutta la Toscana e in tutta Italia, prende il via questa grande campagna di raccolta firme su proposte di legge che vanno al cuore dei problemi delle persone”, ha dichiarato Rossano Rossi, segretario generale della Cgil Toscana. “Da una parte c’è la salvaguardia della sanità pubblica, che significa adeguarsi almeno alla media europea per quanto riguarda le risorse stanziate dai governi centrali. Negli anni c’è stato un taglio oggettivo delle risorse, non solo da parte di questo governo ma anche di quelli precedenti, per circa 44 miliardi: una cifra che, guarda caso, corrisponde alla crescita del fatturato della sanità privata. Il problema è che quei soldi li spende solo chi può permetterselo. Chi non può, rinuncia alle cure”.

Rossi ha poi richiamato il tema degli appalti e della sicurezza sul lavoro. “Vale lo stesso ragionamento. Quando avvenne la tragedia di via Mariti a Firenze, dove morirono quegli operai, eravamo al 42° subappalto. Non sapevamo neanche chi fossero, come si chiamassero quelle persone. E ogni volta che si scende uno scalino nella catena dei subappalti non lo si fa per ragioni tecniche, ma per risparmiare sulla sicurezza e sul costo del lavoro. Anche questo è un problema che le persone capiscono benissimo. Dubito fortemente che queste proposte di legge saranno accolte da questo governo, ma per noi è un momento di condivisione di un ragionamento che, ne siamo convinti, la gente comprenderà”.

“Ripartiamo dal grande esito del referendum del 22 e 23 marzo, che ha stabilito che il problema di questo Paese non è la Costituzione, ma semmai la distanza tra la Costituzione e le condizioni di vita delle persone”, ha aggiunto Alice D’Ercole, segretaria generale della Cgil Siena. “Da qui ripartiamo, individuando due priorità per il Paese e per i diritti di cittadinanza nel lavoro. La sanità vive una situazione drammatica, il sistema sanitario è al collasso e, se non si interviene, nel 2028 arriveremo a spendere meno del 6% del Pil per la salute, quasi quanto si spende per le armi. È una follia destinare alle armi risorse paragonabili a quelle per il nostro diritto alla salute, che vale un po’ di più delle bombe che uccidono altri esseri umani. Chiediamo finanziamenti certi, assunzioni e servizi in grado di prendere in carico i bisogni di salute dei cittadini”.

Sul fronte degli appalti, D’Ercole ha sottolineato la necessità di garantire pari diritti e pari salari. “Negli appalti si consuma una delle più grandi difficoltà nell’applicazione dell’articolo 3 della Costituzione, che prevede l’uguaglianza sostanziale delle persone. Ci troviamo di fronte a lavoratori che operano fianco a fianco, svolgono le stesse mansioni, ma hanno diritti e salari diversi. Questo per noi è inaccettabile. Si può appaltare, l’impresa è libera, ma deve essere ancorata alla responsabilità sociale, come prevede l’articolo 41 della Costituzione. Stesso lavoro, stessi diritti, stesso salario”.

L’obiettivo minimo è raggiungere le 50mila firme necessarie per la presentazione delle proposte di legge, ma la Cgil punta ad andare oltre. “Non vogliamo fermarci a 50mila firme, vogliamo arrivare a molto di più”, ha concluso D’Ercole. “Il nostro obiettivo è far approdare queste norme in Parlamento e fare in modo che sanità pubblica e appalti diventino priorità nell’agenda politica del Paese. Abbiamo sei mesi di tempo e li useremo tutti per riportare questi temi al centro dell’attenzione, perché questo significa applicare davvero la nostra Costituzione”.

 

Filippo Meiattini

Filippo Meiattini è nato a Siena il 13 gennaio del 1999. A febbraio del 2021 è diventato giornalista pubblicista. Non ama parlare di sé, soprattutto in terza persona.



Articoli correlati