Una ricorrenza che, purtroppo, resta ancora molto attuale. Il 28 aprile si celebra la giornata mondiale della salute e sicurezza sul lavoro: un’occasione per riflettere su numeri e dati, ma soprattutto per provare a compiere un passo avanti nella direzione giusta, quella di un lavoro finalmente sicuro. In Italia, nel 2025, le morti sul lavoro sono state complessivamente 792, secondo quanto riferisce l’Inail.
Anche la provincia di Siena prosegue con impegno questa battaglia, mantenendo alta l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. I numeri locali mostrano una realtà complessa: se da un lato gli infortuni risultano in lieve diminuzione, dall’altro emergono segnali preoccupanti legati alle malattie professionali.
“Gli infortuni sono in lieve calo, ma il dato va letto alla luce della crisi e della diminuzione della popolazione lavorativa”, sottolinea Daniela Spiganti, segretaria confederale CGIL Siena. Più allarmante, invece, il fronte delle patologie legate al lavoro: “Le malattie professionali sono raddoppiate, con un aumento del 99% delle denunce”. Sul piano dei decessi, il quadro resta critico: “Nel 2025 abbiamo avuto 4 morti sul lavoro, erano 5 nel 2024. Nel 2026, fortunatamente, non si registrano decessi, ma resta una situazione inaccettabile”.
Un richiamo alla necessità di trasformare la ricorrenza in azione concreta arriva anche dalla Cisl: “Questa giornata non deve essere solo una data sul calendario, ma un momento che ci guidi verso un cambiamento reale”, afferma Marco Cammisa della Filca CISL Toscana. Il riferimento è in particolare ai settori più esposti, dove i rischi restano elevati: “Oltre agli infortuni mortali, registriamo un aumento esponenziale delle malattie professionali, legato ai carichi di lavoro e all’esposizione continua a fattori di rischio”.
Numeri e testimonianze che confermano come il tema della sicurezza sul lavoro resti una priorità, non solo a livello nazionale ma anche sul territorio, dove la sfida quotidiana è quella di garantire condizioni di lavoro sempre più sicure e dignitose.