La sanità toscana chiude il bilancio 2025 con il via libera del Ministero. A confermarlo è l’assessora regionale Monia Monni, che ha parlato di una certificazione arrivata dopo un’interlocuzione definita “densa e fitta” con il tavolo adempimenti del Governo.
“Eravamo assolutamente tranquilli – ha spiegato Monni – ma adesso abbiamo la certificazione che il bilancio 2025 è ufficialmente chiuso e approvato anche dal Ministero”.
Accanto al tema dei conti resta però aperta la questione del personale sanitario. Infermieri, OSS, turni di riposo e carenza di figure professionali rappresentano uno dei nodi principali del sistema.
Secondo l’assessora, il problema è duplice: da una parte una “carenza vocazionale”, con meno ragazze e ragazzi che scelgono percorsi di studio legati alle professioni sanitarie; dall’altra la fuga verso il privato, soprattutto da parte degli infermieri.
“Il privato riesce a pagare meglio di quanto paga il pubblico – ha detto Monni – perché in questo Paese un infermiere, per le competenze che esprime e per il lavoro che fa, è oggettivamente pagato troppo poco”.
L’assessora ha poi fatto il punto sulle Case di comunità, dopo la recente inaugurazione a Poggibonsi. Le nuove strutture finanziate dal PNRR dovranno aprire entro giugno, nel rispetto delle tempistiche previste dal Piano.
“È una corsa contro il tempo – ha spiegato – perché i tempi dell’amministrazione pubblica non sono esattamente quelli imposti dal PNRR”.
Il tema centrale, però, sarà il reclutamento del personale. Le Case di comunità partiranno inizialmente nella fascia più bassa dei requisiti previsti, per poi essere progressivamente implementate nei mesi successivi.
L’obiettivo, ha concluso Monni, è costruire in ogni territorio un modello “sartoriale”, calibrato sui bisogni delle comunità locali e condiviso con amministrazioni e medici di medicina generale.