Siena Club Fedelissimi: “Acn Siena, non c’è limite alla vergogna”

La rabbia dei tifosi dopo l'ennesimo ko: "Questo doveva essere l’anno della rinascita sportiva, del ritorno tra i professionisti, di un nuovo ciclo, ma i fatti stanno dimostrando che tutto è stato ridimensionato, siamo a due punti dai playout e che, purtroppo, siamo diventati lo zimbello di tutti"

“Non c’è limite alla vergogna, né a quella che stiamo raccattando su tutti i campi né a quella che dovrebbero provare coloro che, direttamente o indirettamente, hanno provocato questo scempio”. Recita così l’ultimo rabbioso comunicato del Siena Club Fedelissimi, l’indomani la brutta sconfitta rimediata dai bianconeri con Ostia Mare.

“Fin dall’inizio, dopo l’errore di valutazione fatto con la Durio, ci siamo ripromessi di non prendere alcuna posizione a favore di nessuno, riservandoci la possibilità di giudicare i fatti, senza alcun preconcetto – continuano i Fedelissimi – I fatti li conosciamo tutti, questa proprietà e gli uomini che finora l’hanno rappresentata, hanno dimostrato ampiamente di non essere all’altezza di gestire una società come il Siena, anzi, proprio nessuna. I tifosi, non solo i Fedelissimi, tutti, la città, gli appassionati, non meritano di subire queste continue umiliazioni, questo presappochismo, questo viaggio verso il futuro a fari spenti e a freno tirato. Più passano i giorni e più ci rendiamo conto che per questa proprietà l’AC Siena è un male necessario per raggiungere altri obiettivi, di cui al tifoso importa meno di niente. Chi puo’, metta fine a questa situazione che ogni giorno che passa si aggrava sempre di più. Nel calcio non bastano i soldi, servono idee e l’abilità di saperli spendere, avere le idee chiare in tutto, non solo su ciò che fa comodo. Questo doveva essere l’anno della rinascita sportiva, del ritorno tra i professionisti, di un nuovo ciclo, ma i fatti stanno dimostrando che tutto è stato ridimensionato, siamo a due punti dai playout e che, purtroppo, siamo diventati lo zimbello di tutti. Il Siena è patrimonio storico della città e questa deve rispondere per difendere la sua storia”.