Siena, in Consiglio la discussione sul futuro degli ex uffici finanziari a Vico Alto

Il Comune ha approntato tutti gli strumenti e creato tutte le condizioni per il recupero e la riqualificazione, si aspettano le mosse del Demanio proprietario dell'immobile

Di Redazione | 25 Giugno 2022 alle 20:00

Siena, in Consiglio la discussione sul futuro degli ex uffici finanziari a Vico Alto

Siena, nel corso del Consiglio comunale di ieri è stata discussa l’interrogazione del consigliere Alessandro Masi (PD) con al centro dell’attenzione l’immobile degli ex uffici finanziari a Vico Alto, di proprietà demaniale, che ospitava la sede dell’Agenzia del Territorio e della Direzione Territoriale dell’Economia e Finanze e che, da quasi cinque anni è stato liberato, e il cantiere stradale della zona di via Verdi. 

“La struttura oggi è abbandonata a se stessa con spazi vuoti e inutilizzati che rischiano di diventare un fattore di degrado per la zona – come ha evidenziato Masi -; se invece venisse recuperata, valorizzata e destinata a un uso pubblico o collettivo, potrebbe rappresentare una risorsa per il contesto urbano del quartiere”. La vicenda, ha poi ricordato il consigliere, “era già stata sollevata con una mia interrogazione nel 2018, alla quale era seguita la risposta dell’assessore all’Urbanistica che dichiarava “essere ben nota all’Amministrazione e che per questo era stato avviato un ragionamento per il suo impiego, evitando così una situazione di degrado, ma in un’ottica complessiva di sviluppo dell’intera area. Per questo il lavoro da svolgere è sul Piano Operativo”. 

Nel luglio 2020 si leggeva sulla stampa che “il Demanio provava con un secondo tentativo, a vendere l’immobile, offrendo uno sconto del 25% e portando il prezzo base a 2 milioni e 140 mila euro”.  “Ad oggi però – ha proseguito – non se ne sa nulla e il degrado aumenta. Spetterebbe al Comune insistere per arrivare ad una soluzione finale sullo stabile, che con il recupero gioverebbe così ai quartieri di Vico Alto e di San Miniato, ma anche allo Stato, perché le sue amministrazioni potrebbero evitare di pagare affitti, avendo già un bene disponibile”.

Il consigliere ha quindi chiesto al Sindaco “cosa intenda fare affinché venga superato l’empasse di questo immobile, attualmente in disuso e in degrado”. Ma anche di “conoscere lo stato del vicino cantiere stradale di via Verdi, anch’esso un’opera incompiuta, e di come si possa recuperare il suo ripristino e la piena funzionalità della strada”.

Il vice sindaco ha quindi letto la risposta passatagli dall’assessore all’Urbanistica Francesco Michelotti. “Nelle vigenti norme del Piano Operativo, l’edificio ha destinazione d’uso direzionale e servizi con la specifica E1 (uffici privati in genere) e disciplina d’intervento t5”.

Ricordando all’aula quali e quante utilizzazioni rientrano in questa categoria (“E1”): “attività a carattere direzionale quali sedi di banche, di assicurazione, immobiliari, di società private in genere, servizi di supporto alle imprese; servizi privati per la formazione, scuole private; uffici privati in genere, studi e servizi professionali, compresi quelli di coworking professionali; agenzie varie, di viaggi, di pulizia, di servizi postali, autoscuole, onoranze funebri, attività di riparazione e noleggio di beni di consumo personali e domestici, servizi di autotrasporto di persone, attività di noleggio e leasing operativo di veicoli, macchinari e merci ingombranti in genere, con esposizione, custodia e consegna sul posto; proloco, uffici per il lavoro, informa giovani, servizi per lo spettacolo, box office, ecc.; servizi privati di interesse sociale e culturale, servizi sociali, culturali, sedi di associazioni sindacali, politiche, di categoria, culturali, sportive a carattere privato”. Mentre per quanto concerne la disciplina t5, ha proseguito: “questa prevede una ristrutturazione di tipo ricostruttivo, che può consentire fino alla demolizione con ricostruzione comunque configurata (diversa sagoma, prospetti, posizione, ecc.). Sono stati promossi più confronti con la proprietà dell’immobile, ossia il Demanio, invitandolo a presentare richieste relative al recupero dell’immobile e dell’area circostante, con eventuali e possibili nuove destinazioni d’uso, ma la stessa ha preferito porre in vendita l’edificio nelle condizioni urbanistiche attuali”. 

Concludendo che “nel caso di un’eventuale vendita a terzi, il Demanio ha ipotizzato e prospettato all’Amministrazione la redazione di una variante urbanistica, il cui iter istruttorio ed approvativo sarebbe comunque rapido, trattandosi di una variante semplificata, quindi senza comunicazione di avvio del procedimento né Vas. In sostanza, il Comune ha approntato tutti gli strumenti e creato tutte le condizioni per il recupero e la riqualificazione dello stesso, senza ingerire nelle decisioni della proprietà, che rimane l’unica titolata a decidere sul futuro del fabbricato”.

Per quanto riguarda invece la parte di interrogazione di sua competenza, sul cantiere di via Verdi, ha evidenziato quanto avvenuto negli ultimi mesi. “Affidata la redazione di una verifica geologica propedeutica alla progettazione per individuare il tipo di intervento da attuare, perché il danneggiamento della strada è stato originato dalle acque e dalla loro canalizzazione sotterranea non più efficiente in quel tratto. L’intervento, quindi, si concentrerà principalmente sulla soluzione della causa e poi sul ripristino in sicurezza della via”.

Il vicesindaco ha poi informato l’aula che “è stato approvato il Progetto di fattibilità tecnica economica con delibera 194 del 12 maggio scorso e inserito nel Triennale, utilizzando i fondi dell’Accordo Quadro per 1,2 milioni, in cui rientra anche l’intervento di via Massetana, oltre a questo, di via Verdi.  I tempi lunghi sono stati generati dalla complessità dei lavori, che vedranno la realizzazione di una paratia di pali a sostegno del riporto stradale per oltre 60 metri e la sostituzione del riporto con una profondità di circa 2 metri. Sarà poi necessario eliminare il problema che ha causato il danneggiamento, con il rifacimento delle fognature bianche e nere per un valore stimato di 530 mila euro. Fondi che abbiamo reperito e che entreranno nella Programmazione”. Concludendo che “l’iter che porterà alla realizzazione di un’opera funzionale per il pieno ripristino della strada è stato così avviato”.

Masi ha ringraziato per la risposta puntualizzando che “in realtà sono due e per questo, facendo una sintesi, si dichiara parzialmente soddisfatto”. Ha detto di capire “che il Comune ha messo in pista tutte le condizioni per risolvere le criticità a Vico Alto, ma in questo caso si tratta di una proprietà pubblica, per la quale occorre che la sua prospettiva diventi un obbiettivo condiviso di quel quartiere, perché questa situazione sta creando un problema importante per la zona in cui si trova l’edificio. Uno dei ruoli dell’Amministrazione, soprattutto quando c’è un soggetto pubblico, è di trovare insieme una soluzione quanto prima, perché l’edificio è un tassello della qualità urbana di Vico Alto”. Sul cantiere di via Verdi, invece,  Masi, nel prendere “atto di tutto il lavoro e della natura complessa dell’intervento”, si è dichiarato “soddisfatto”, suggerendo “di valutare e verificare l’utilità di un eventuale cambio del senso unico della strada, per una sua maggiore sicurezza. Un’ipotesi considerata anche dagli stessi residenti”.



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