Un bilancio finalmente in positivo, il ritorno alla progettazione internazionale, il rilancio della presenza in città ma anche un problema che continua a pesare: la mancanza di spazi adeguati. È questo il quadro tracciato da Massimo Mazzini nel corso della trasmissione “Sette Giorni” su Siena TV. Il presidente di Siena Jazz ha parlato a lungo del momento vissuto dall’Accademia dopo l’approvazione del bilancio consuntivo 2025, chiuso in utile per il secondo anno consecutivo.
“Dopo anni di grandi difficoltà, finalmente Siena Jazz conclude l’anno con l’approvazione di un bilancio in positivo – ha spiegato Mazzini –. Questo è l’aspetto più importante. È il risultato del lavoro della nostra Accademia, del personale, della capacità di attrarre finanziamenti oltre quelli ordinari del Comune e della Provincia. È un risultato che ci inorgoglisce e ci fa ben sperare per i mesi e gli anni a venire”.
“Adesso possiamo tornare a progettare”
Nel corso dell’intervista Mazzini ha sottolineato come il risanamento economico abbia cambiato completamente la prospettiva dell’istituzione musicale senese. “Possiamo finalmente tornare a progettare con un respiro diverso – ha detto –. Non a caso in questo momento la nostra direttrice artistica, i nostri allievi e i nostri docenti sono a Tokyo, in Giappone. Tra due settimane partiranno per Rio e poi andranno in Georgia. Tutto questo è possibile anche grazie a un bilancio ormai positivo”. Il presidente ha ricordato come, fino a pochi anni fa, la situazione fosse estremamente complicata: “Quando ho iniziato questa avventura incontravo persone che mi dicevano: ‘Ma chi te l’ha fatto fare?’. C’era più di un milione di euro di deficit. Oggi invece gli incontri sono positivi e tutti sono felici che questa Accademia sia tornata a navigare in acque più tranquille”.
“Il primo risanamento è stato umano”
Secondo Mazzini, il lavoro fatto non è stato soltanto finanziario ma anche interno all’organizzazione. “Il risanamento era a tutto tondo, non solo economico – ha spiegato –. Quando sono arrivato c’era una conflittualità enorme all’interno del personale, con situazioni che coinvolgevano anche la Prefettura. Il primo obiettivo è stato ritrovare armonia dentro Siena Jazz e oggi quell’armonia c’è”.
Il nodo degli spazi: “È il problema più grave”
“L’aspetto più preoccupante oggi è la carenza di spazi – ha dichiarato –. Abbiamo soltanto venti aule e ormai siamo tutti in una stanza praticamente. Abbiamo assunto due persone, il Ministero ci ha affidato anche il compito di formare docenti che andranno a insegnare musica nelle scuole, ma senza nuovi spazi rischiamo di frenare la crescita”. Mazzini ha parlato apertamente della necessità di trovare una nuova sede per alcune attività e soprattutto per il Centro Studi. “Noi abbiamo la più grande collezione europea di materiale legato al jazz – ha spiegato – e continuiamo a ricevere donazioni da tutto il mondo. Non sappiamo più dove mettere il materiale. Dobbiamo fare continuamente uno screening perché arrivano documenti, archivi, collezioni importantissime”.
Il sogno: un auditorium per Siena
Tra i temi affrontati anche quello di un possibile auditorium cittadino e della valorizzazione della Fortezza Medicea. “La città non è mai riuscita, nonostante queste eccellenze musicali, a dotarsi di un luogo davvero adeguato per fare musica – ha detto Mazzini –. Questo è un cruccio di tutti, non soltanto mio”. Il presidente ha ricordato anche il famoso progetto di Alvar Aalto per la Fortezza. “Ho capito parlando con architetti e ingegneri che quel progetto potrebbe anche essere rivisitato. Ci sono spazi straordinari che poche città possiedono. Se la città trovasse una visione comune, i finanziamenti si potrebbero trovare davvero”.
“Siena Jazz deve stare sempre più dentro la città”
Nel corso della trasmissione si è parlato anche della volontà di riportare sempre più Siena Jazz dentro gli spazi urbani cittadini. “Quest’anno, grazie anche al direttore artistico dei Teatri di Siena Vincenzo Bocciarelli, avremo nuovi eventi in Piazza Jacopo della Quercia – ha annunciato Mazzini –. Per noi significa tornare in città dopo tanti anni. Siena Jazz deve essere sempre più presente nei luoghi della vita cittadina”. Il presidente ha ricordato anche le esperienze realizzate negli anni passati tra Orto dei Tolomei, Fortezza Medicea, Piazza Provenzano e Fonti.
International Jazz Day e il rapporto con i giovani
Ampio spazio anche all’International Jazz Day organizzato al Santa Maria della Scala. “È stata una giornata emozionante – ha raccontato –. Vedere tanti bambini e ragazzi coinvolti è stato bellissimo. Un docente raccontava la nascita del jazz intrecciando musica, storia e performance dal vivo con i nostri allievi e i nostri docenti. C’era un entusiasmo incredibile”. Mazzini ha sottolineato anche la presenza dell’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti e la collaborazione internazionale con il College musicale di Tokyo. “Il direttore Maeda ha scelto Siena Jazz come unico interlocutore europeo. Per noi è una grandissima soddisfazione”.
Estate internazionale: “Avremo studenti da almeno 25 Paesi”
Infine uno sguardo ai prossimi appuntamenti. “La notizia più bella è che stanno già arrivando le iscrizioni per i seminari internazionali estivi – ha spiegato Mazzini –. Avremo studenti da almeno 25 Paesi diversi. I posti sono a numero chiuso e gli allievi vengono selezionati. Molti arrivano con le famiglie e vivono la città per settimane. Anche questo è un modo concreto per portare ricchezza e internazionalità a Siena”. E sul futuro della città dal punto di vista culturale il presidente non ha dubbi: “Siena ha potenzialità enormi. Ci sono pochissime città in Italia che possono vantare realtà come Siena Jazz, Chigiana e Franci tutte insieme. Oggi sento la città molto più vicina rispetto al passato. E questo è forse il risultato più bello”.