Si è svolta ieri al complesso del Santa Maria della Scala la tavola rotonda “Lavoro e partecipazione per una nuova cultura d’impresa”, appuntamento che ha riunito esponenti del mondo politico, sindacale, associativo e produttivo per discutere del futuro del lavoro e della partecipazione dei lavoratori alla vita delle aziende.
L’iniziativa promossa dall’associazione Labora, ha visto la partecipazione del deputato di Fratelli d’Italia Lorenzo Malagola, del sindaco di Siena Nicoletta Fabio, del segretario regionale Cisl Alessandro Beccastrini, della presidente Acli Siena Marta Guerrini, del presidente Confapi Siena-Grosseto Emiliano Mangone, del vicepresidente di Confindustria Toscana Sud Marco Busini e di don Vittorio Giglio, direttore della Caritas di Siena. Al centro del dibattito la legge 76 del 2025 sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione d’impresa, approvata dal Parlamento dopo oltre settant’anni dall’introduzione dell’articolo 46 della Costituzione.
“Perché è importante questa legge? Innanzitutto perché ha sanato un debito che avevamo con i padri costituenti – ha spiegato Malagola nel suo intervento – L’articolo 46 della Costituzione riconosce ai lavoratori il diritto di collaborare alla gestione delle imprese, ma per oltre settant’anni è mancata una legge attuativa. Il Parlamento ha approvato a larga maggioranza la legge 76 del 2025 dando finalmente una cornice concreta a quel principio”. Il deputato ha poi collegato il tema della partecipazione alle trasformazioni economiche e tecnologiche in corso. “Siamo dentro la quinta rivoluzione industriale, quella dell’intelligenza artificiale generativa – ha sottolineato – e dovremo essere capaci di tutelare la dignità del lavoro superando l’antagonismo tra capitale e lavoratori”.
Nel corso del confronto è stato approfondito anche il tema delle diverse forme di partecipazione previste dalla norma: dalla partecipazione organizzativa alle scelte aziendali, fino a quella economico-finanziaria sugli utili e alla partecipazione gestionale nei consigli di amministrazione. Dal fronte sindacale, Alessandro Beccastrini ha parlato della necessità di trasformare la legge in strumenti concreti all’interno delle aziende. “La legge sulla partecipazione dei lavoratori alla vita dell’impresa è stata approvata l’anno scorso e ha aperto una possibilità storica per i lavoratori – ha dichiarato – ma ora è arrivato il momento di darle gambe nelle aziende e far partecipare davvero i lavoratori non solo alla vita lavorativa, ma anche ai processi decisionali”.
Il segretario regionale Cisl ha inoltre richiamato le difficoltà del mercato del lavoro contemporaneo. “C’è un tema di salari poveri e precarizzazione – ha aggiunto – e siamo convinti che attraverso la partecipazione si possano costruire relazioni industriali più forti e più giuste”. L’incontro si è così trasformato in un momento di confronto sulle nuove sfide del sistema produttivo italiano, tra innovazione tecnologica, diritti, rappresentanza e competitività delle imprese