Siena “ospita” i tesori di Norcia fino al 29 ottobre

I tesori dalle zone del sisma saranno ospitati a Siena

Come anticipato da Radio Siena Tv, i capolavori delle chiese di Norcia, gravemente danneggiati dal terremoto del 26 e 30 ottobre, saranno custodite nella Cripta sotto il Duomo di Siena, dove dal 23 dicembre al 29 ottobre saranno allestite in una mostra che tocchera’ anche Santa Maria della Scala, luogo simbolo dell’accoglienza nella citta’ toscana. Le opere esposte sono quelle salvate dalla Basilica di San Benedetto, dalle chiese di Santa Maria Argentea, di San Pellegrino e molte altre tra monasteri e pievi, cosi’ duramente colpite dall’evento sismico avvenuto a un mese di distanza da quello del 24 agosto, che invece aveva risparmiato l’area di Norcia.

Intitolata ‘La Bellezza ferita. Norcia, Earth Heart Art Quake La speranza rinasce dai capolavori della citta’ di San Benedetto’, la rassegna documentaria, fortemente voluta dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, e’ stata realizzata in collaborazione con la Soprintendenza dell’Umbria e promossa dall’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi e dall’Opera della Metropolitana di Siena, e sostenuta dal comune con l’organizzazione di Opera-Civita, nonche’ dall’abbazia San Miniato al Monte. Tutti ricordano le immagini di quell’immane disastro che, pur non comportando vittime, causo’ il crollo della Basilica di San Benedetto, della Concattedrale di Santa Maria Argentea e di tutte le chiese della citta’ e dei dintorni, con i monaci, riuniti insieme alla popolazione, intenti a pregare in ginocchio nella piazza, dinanzi alla statua del Santo fondatore dell’ordine benedettino.

A seguito del sisma, la Protezione Civile, i vigili del fuoco, il Comando carabinieri per la Tutela del Patrimonio culturale e la Soprintendenza archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, (insieme con l’Ufficio Beni Culturali dell’Archidiocesi di Spoleto-Norcia), hanno provveduto alla messa in sicurezza delle opere d’arte dell’intero territorio. Alcuni di questi capolavori, ricoverati nei depositi, saranno dunque nuovamente mostrati al pubblico per raccontare la ‘ferita’ subita dal patrimonio culturale di quella vasta area dell’Italia centrale, ricca di storia e di meraviglie artistiche. Del resto Siena, ospitando le opere appartenenti all’Archidiocesi, parte da diverse e pregnanti motivazioni che sottendono questo impegno di solidarieta’. Da un lato, anch’essa nell’antichita’ e’ stata colpita da una serie di terremoti (tra il 1466 ed il 1467), dall’altro, e soprattutto, la citta’ si sente unita a Norcia da forti legami spirituali: Norcia e’ la citta’ natale di San Benedetto, fondatore dell’ordine dei benedettini, mentre Siena ha dato i natali a San Bernardo Tolomei, fondatore della congregazione benedettina di Santa Maria di Monte Oliveto.

Nel capoluogo toscano, le opere provenienti dalle zone terremotate saranno cosi’ protette all’interno delle sue viscere, nella cosiddetta Cripta sotto il Duomo dedicato alla Vergine Maria, e nel percorso del Santa Maria della Scala, luogo principe dell’accoglienza, dai pellegrini agli infermi, dai bambini abbandonati, i gittatelli, fino agli indigenti, senza cibo ne’ tetto. L’allestimento prevede non solo un itinerario attraverso i capolavori prima custoditi all’interno di basiliche, santuari e pievi del territorio norcino, ma anche una serie di video, concessi dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, e materiali fotografici di fotoreporter locali che documenteranno le complesse fasi di recupero e messa in sicurezza delle opere dopo il terremoto. Scopo del progetto espositivo e’ dunque quello sia di far conoscere la ‘ferita’ che ha colpito la popolazione del territorio e il patrimonio culturale sia di sensibilizzare a contributi di restauro e di sostegno di tali realta’. Senza contare che l’articolata mostra senese potra’ avvalersi del vasto flusso di turismo italiano e internazionale che ogni giorno tocca la citta’ del Palio. Si tratta di un pubblico molto vasto che potra’ prendere contatto con la drammatica realta’ delle zone terremotate, ma anche il forte orgoglio civico del popolo che le abita. Norcia, cosi’ danneggiata nel suo intimo e impegnata ora in una rinascita, potra’ inoltre fin da ora contare sull’impegno dei promotori e degli organizzatori della mostra che hanno destinato un contributo economico all’Archidiocesi di Spoleto-Norcia proprio per le fasi di restauro e ricostruzione

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