Spaccio di cocaina nel senese, scatta l’operazione “Deriva”: 4 arresti

Traffico di stupefacenti tra Valdichiana e Crete: il gruppo era vicino ad Andrea Ndoja, il 21enne albanese ucciso dal pastore sardo Giulio Sale

È scattata l’operazione Deriva: i carabinieri di Siena e Arezzo hanno eseguito le misure cautelari ordinate dal gup Alessando Buccino Grimaldi, nei confronti di 3 albanesi e un calabrese, che avevano costituito una articolata rete di spaccio di stupefacenti, in particolare cocaina, nell’area della Valdichiana senese e aretina, nonché  nel territorio delle Crete senesi.

L’indagine, coordinata dal pm Nicola Marini Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Siena ha dato seguito alle indagini fatte in seguito dell’omicidio di Andrea N’Doja 21enne albanese, ucciso il 9 maggio 2018 da Giulio Sale, pastore di origine sarda, condannato a 16 anni di reclusione a seguito di rito abbreviato. In particolare, dagli accertamenti, era emerso l’esistenza di un gruppo di albanesi, legati alla vittima, dedito allo spaccio di stupefacenti.

L’inchiesta ha consentito di definire le attività del sodalizio criminale, evidenziando le responsabilità dei singoli tra settembre 2018 e marzo 2019, e di individuare da dove arrivava la droga, Perugia. Uno degli arrestati è il titolare di un night club in provincia di Arezzo. È stato individuato anche altro canale di vendita – non frequentemente utilizzato – in Alto Adige. La cocaina veniva nascosta in barattoli sotterrati in aree boschive. Tanto che, uno degli spacciatori si lamentava per un presunto danno subito di circa 20.000 euro, legato al fatto che un cinghiale che, arando col muso il terreno dove era stato sotterrato un barattolo, contenente un grosso quantitativo di cocaina, ha danneggiato irreparabilmente il contenitore e il contenuto.

I soggetti gestivano la fornitura mediante telefonate, ma anche tramite messaggi whattsapp, messanger e altri canali telematici alternativi; smerciavano mensilmente circa 2 kg di cocaina pura all’80/85%, facendola pagare mediamente 80-100 euro al grammo; e avevano, fra i clienti, soggetti che potevano permettersi acquisti regolari per 800/1000 € al mese senza difficoltà, ma anche chi doveva attendere l’accredito dello stipendio per poter pagare, e chi doveva a sua volta spacciare per potersi finanziare. La droga veniva chiamata da chi la commerciava nei modi più disparati: aperitivo, prosecco, vino, caffè, merenda etc.

Nel corso dell’operazione, sono state anche eseguite 5 perquisizioni nei confronti dei soggetti destinatari delle misure cautelari e all’interno del night club. Sono stati eseguiti diversi recuperi di cocaina spacciata precedentemente e rinvenuta in possesso degli acquirenti a conferma delle attività di contrattazione per l’acquisto.

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