Suicidio Poggibonsi, il legale della donna non è sicuro della pista del falso guaritore

Nel registro degli indagati rimane la donna tunisina di 57 anni che avrebbe messo in contatto la donna con il santone. Le ipotesi di reato dell fascicolo aperto sono truffa aggravata e continuata e istigazione al suicidio

Continuano le indagini sul caso del suicidio della 62enne di Poggibonsi avvenuto alla Rocca Imperiale giovedì scorso. Mentre i carabinieri sondano la pista dell’eventuale truffa legata al falso guaritore che avrebbe indotto la donna a perdere tutto e a togliersi la vita per disperazione, il legale della famiglia, Manfredi Biotti ha dato una versione diversa affermando di non essere sicuro ci sia un reale legame tra santoni, sette e raggiri e la scelta di lei di uccidersi; secondo l’avvocato, il marito, destinatario delle cure miracolose, era completamente allo scuro di tutta questa vicenda. Ma saranno gli atti a dipanare presto tutta la vicenda.

Nel frattempo, nel registro degli indagati è presente la donna tunisina i 57 anni conoscente della vittima, che secondo elementi ancora da accertare, l’avrebbe messa in contatto con il sedicente guaritore a cui poi sono finiti in tasca quasi 250mila euro. Le ipotesi di reato del fascicolo aperto dalla Procura sono truffa aggravata e continuata e istigazione al suicidio.

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