“Territori sicuri”, a Monteroni d’Arbia 18 positivi su 4343 tamponi

"Il quadro che emerge è migliore di quello che temevamo e possiamo sperare che questi interventi mirati ci abbiano consentito di contenere il numero dei contagi" dice il sindaco Berni

Si sono presentati in 4.343, ai tendoni allestiti in piazza Matteotti a Monteroni d’Arbia, per rispondere all’appello di “Territori sicuri”, lo screening promosso dall’assessorato alla Sanità della Regione e attuato dall’Asl Toscana Sud Est insieme all’amministrazione comunale e alle associazioni di volontariato Misericordia, Pubblica Assistenza e Croce Rossa Italiana. Le analisi di laboratorio hanno evidenziato la presenza di 18 persone positive, cui vanno aggiunti tre positivi a bassa carica che sono stati presi in carico dall’Asl.

Per Antonio D’Urso, direttore generale dell’Asl Toscana Sud Est, “la scelta di estendere a Monteroni d’Arbia il progetto di Territori sicuri è stata un’importante opera di prevenzione, che era stata preceduta la scorsa settimana dallo screening riservato a studenti e personale scolastico. Un intervento mirato con l’obiettivo di contenere la crescita del contagio, individuando le persone asintomatiche e che ha avuto un significativo riscontro di partecipazione”.

“La partecipazione dei cittadini è stata molto rilevante – dichiara il sindaco Gabriele Berni –, oltre metà popolazione negli ultimi giorni è stata controllata, considerando anche i seicento tamponi per la fine delle quarantene e i 275 della scorsa settimana che avevano fatto emergere undici positivi nella comunità scolastica. È presto per sbilanciarsi, ma il quadro che emerge da Territori sicuri è migliore di quello che temevamo e possiamo sperare che questi interventi mirati ci abbiano consentito di contenere il numero dei contagi. Questo ovviamente non ci deve spingere a modificare le misure di sicurezza, finché la situazione non ci garantirà maggiore tranquillità”.

Il progetto “Territori sicuri” è promosso dall’assessorato alla sanità della Regione Toscana con Anci, Upi, Misericordie, Pubbliche Assistenze Riunite e Croce Rossa Italiana, insieme agli operatori sanitari, la medicina generale e la pediatria di famiglia, oltre ad Ars Toscana, alle Asl e alle Società della salute.