Trasporto pubblico a Siena, la Cisl attacca: "Turni insostenibili e disservizi, il Comune convochi un tavolo urgente"

Il segretario Carlo Pane denuncia la carenza di personale, l'aumento dei biglietti e i costi a carico dei Comuni: "Serve un tavolo urgente con le istituzioni, il tempo delle analisi è finito".

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I continui ritardi e le corse soppresse nella provincia di Siena riaccendono i riflettori sulle criticità del trasporto pubblico locale. Nonostante le iniziative di reclutamento messe in atto da Autolinee Toscane, la carenza di personale rimane cronica a causa di un turnover sempre più elevato. A denunciare una situazione ormai non più sostenibile è Carlo Pane, Segretario Confederale CISL e Segretario Generale FIT-CISL Siena, che punta il dito contro i carichi di lavoro eccessivi, i costi erogati dai Comuni a fronte di un servizio scadente e l’aumento dei biglietti. Per la sigla sindacale il tempo delle analisi è finito: serve subito un confronto direzionale con le istituzioni che sono parte lesa.

Segretario Pane, la FIT-CISL torna a sollevare con forza il tema del trasporto pubblico locale nel senese. Qual è la situazione attuale sul territorio?

Siamo di fronte a una crisi atavica e non più tollerabile. I disservizi segnalati dai cittadini, le corse soppresse e i ritardi continui non sono incidenti di percorso o fatti occasionali, ma l’effetto diretto di una carenza organizzativa cronica. Studenti, lavoratori, anziani e pendolari vedono compromesso il proprio diritto alla mobilità, tutelato dall’articolo 16 della Costituzione, a fronte di un servizio che nella realtà dei fatti si sta svuotando di concretezza.

Autolinee Toscane ha però attivato ben tre Accademie dal 2021 per reclutare nuovo personale. Questo non sta risolvendo l’emergenza?

Le Accademie dimostrano solo ciò che denunciamo da sempre: la mancanza di personale è strutturale. Il problema è che non basta assumere se non si agisce sulle cause che spingono le persone ad andarsene. Assistiamo a un turnover altissimo: i neoassunti si dimettono dopo pochi mesi perché vessati da turni troppo lunghi, carichi elevati e continui straordinari. Si è generato un circolo vizioso: meno personale c’è, più aumenta il carico su chi resta, spingendo altri ad andarsene. Dal 2021 a oggi parliamo di centinaia di dimissioni.

Oltre ai lavoratori e all’utenza, quali altri soggetti risultano danneggiati?

Le amministrazioni locali. I Comuni della provincia sostengono circa il 25% del costo del TPL; il solo Comune di Siena versa circa sei milioni di euro all’anno. Risorse pubbliche importanti a fronte delle quali si riceve un servizio inadeguato. A questo si aggiunge la beffa per i cittadini legata all’aumento del costo dei biglietti, ancora più rincarati se acquistati a bordo con POS. Si paga di più per un servizio che spesso costringe la gente a saltare il lavoro o visite mediche.

Quali sono le richieste concrete che avanzate come FIT-CISL?

Il tempo delle analisi è finito. Chiediamo che l’Amministrazione comunale di Siena, in quanto parte lesa, convochi al più presto un tavolo di confronto urgente tra istituzioni, azienda e sindacati. L’azienda deve riorganizzare il servizio senza “se” e senza “ma”: servono più turni per alleggerire i carichi di lavoro e condizioni che mettano i dipendenti nella condizione di restare. Siamo pronti al dialogo, ma servono risposte immediate per i lavoratori e la cittadinanza.



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