Uccise la madre anziana a suon di botte, rischia l’ergastolo. Chiesta la perizia psichiatrica

Cetona, prosegue il processo al 46enne accusato di omicidio pluriaggravato da futili motivi e dalla modalità efferata

Uccise la madre anziana a suon di botte: si è tenuta oggi al Tribunale di Siena, in Corte di Assise, la nuova udienza del processo che vede imputato il 46enne di Cetona che, il 3 settembre 2019, al culmine di un litigio, riempì di calci e pugni l’84enne Marisa Tosoni, trovata massacrata nel suo letto. Un delitto per il quale l’uomo, accusato di omicidio pluriaggravato da futili motivi e dalla modalità efferata, rischia l’ergastolo. In aula è stato sentito uno dei testimoni della difesa, la cugina dell’imputato, che ha raccontato le complesse dinamiche familiari e il difficile rapporto che legava madre e figlio, in continua discussione.

Se da una parte la Procura di Siena sostiene che ad aver acceso la miccia omicida sia stata la dipendenza dall’alcol del 46enne, i suoi difensori affermano invece l’esistenza di problemi di natura psichiatrica, tanto che è stata chiesta una perizia sul cui accoglimento si esprimeranno i giudici della corte il prossimo 15 dicembre. Uno snodo cruciale dell’istruttoria dibattimentale, che si dovrebbe chiudere già in quella data, con l’ascolto di una dottoressa del Serd che seguì l’uomo fino al 2011. Dopo, forse, si potrebbe già discutere ed andare a sentenza.

C.C