Luiss Roma – Umana San Giobbe Basket 91-87 (27-20; 29-14; 22-28; 13-25)
Luiss Roma
Orsano, Fernandez 2, Bottelli 18, Casella 22, Krajina 9, Eramo 6, Bergamin 2, Paolini, Cucci 12, Graziano 12, Longo 8, Toselli; Capo All. Righetti
San Giobbe
Natale, Bertocco 5, Favaretto 10, Bonivento, Candotto 9, Berra 6, Querci 11, Raffaelli 10, Rasio 25, Zucca 11, Macrì; Capo All. Di Lorenzo
Arbitri: Giambuzzi, Del Gaudio, De Angelis
Una partita dai due volti per l’Umana San Giobbe Basket, uscita sconfitta dalla trasferta contro la Luiss Roma al termine di una gara caratterizzata da un primo tempo estremamente complicato e da una reazione importante nella seconda metà dell’incontro. Dopo aver subito l’energia e l’intensità dei padroni di casa, i Bulls hanno saputo cambiare atteggiamento, riducendo progressivamente il divario e tornando a mettere pressione agli avversari nei minuti conclusivi.
Sblocca la formazione di casa che si porta sul 4-0 poi parziale di 0-7 da parte dei biancorossi, bravi a ribaltare con Berra e Rasio. Impatta la Luiss sul 7-7 ma la San Giobbe è reattiva e con Querci scava un altro piccolo solco. Rientra ancora la squadra di casa che poi opera a sua volta il sorpasso affidandosi a Krejina. A tre minuti dalla prima sirena il punteggio sul tabellone luminoso è 17-13. Di Lorenzo chiama tempo per riordinare le idee ma il finale premia ancora la Luiss che fissa 27-20. Ancora bene la squadra capitolina in avvio di secondo periodo, i Bulls non trovano il bandolo della matassa e scivolano oltre la doppia cifra di margine. Zucca prova a suonare la carica per i Bulls, ma la Luiss è padrona del parquet e nemmeno a metà del tempino sale sul 39-24 con un parziale aperto di 12-4. Ancora time out per Di Lorenzo. Percentuali altissime per i locali che toccano il 70% dal campo e condannano la San Giobbe a una salita ripidissima. I soli otto punti prodotti in sette minuti da parte dei lacustri costano il 50-28. Le triple di Battelli e Casella affondano ulteriormente gli ospiti che tamponano con Raffaelli chiudendo la prima metà di gara 56-34.
Berra e Querci stappano il terzo quarto. Krajina richiamato in panchina per i numerosi falli sulle spalle ma la Luiss non si scompone e trova la quarta tripla di Casella. Più fluida la manovra della San Giobbe che sfrutta anche le tante infrazioni degli avversari. L’illusione della risalita svanisce in una manciata di secondi. La giornata d’oro della Luiss al tiro pesante vale il 70-45 a cinque minuti dalla terza sirena. Altra reazione dei Bulls che non mollano e fissano 78-62 con i canestri di Zucca e Favaretto. Ancora Favaretto al rientro in campo: la San Giobbe prova l’impresa impossibile. I lacustri stringono le maglie in difesa e colpiscono in attacco rosicchiando azione dopo azione. A quattro minuti dalla quarta sirena Zucca firma la tripla del 85-77 che obbliga Righetti a chiamare tempo. Ancora San Giobbe da tre con la tripla di Rasio, Cucci replica in lunetta e i Bulls sprecano un paio di situazioni. A cento secondi dalla fine dei regolamentari il tabellone dice 89-84. Raffaelli in lunetta non sbaglia, Zucca ne mette uno e a quattordici secondi dalla sirena è 89-87. Girandola di time out, Casella è glaciale ai liberi è sigilla. Al PalaTiziano finisce 91-87.

Nel dopopartita coach Giampaolo Di Lorenzo ha analizzato con lucidità la prestazione della sua squadra, senza nascondere le difficoltà iniziali ma sottolineando la capacità dei giocatori di reagire a una situazione che avrebbe potuto assumere proporzioni ben più pesanti.
«Abbiamo giocato due partite completamente diverse – ha spiegato Di Lorenzo –. Sapevamo di affrontare una squadra arrabbiata, desiderosa di uscire da un momento difficile. La Luiss è scesa in campo con grandissima energia e attenzione, mentre noi ci siamo lasciati trascinare dal loro ritmo e dalla loro fisicità. Sono stati intensi su ogni contatto, su ogni movimento e anche nella qualità degli attacchi. Giocavano a duecento all’ora e noi eravamo sempre costretti a rincorrere».
Un avvio nel quale la San Giobbe non è riuscita a trovare le giuste contromisure, pagando soprattutto le difficoltà nella gestione dei possessi offensivi.
«In attacco abbiamo cominciato a inventare troppo, cercando soluzioni individuali e forzando alcune situazioni. Ogni errore è stato puntualmente punito, perché loro ci hanno fatto molto male in campo aperto. A quel punto hanno preso completamente ritmo e fiducia, mentre noi abbiamo disputato un primo tempo veramente inguardabile».
Dopo l’intervallo, però, è arrivata una risposta diversa da parte della formazione biancorossa, capace di aumentare l’intensità difensiva e di ritrovare maggiore ordine nella metà campo offensiva.
«In situazioni del genere hai due possibilità: o affondi completamente oppure cominci a nuotare. Noi abbiamo scelto di reagire. Abbiamo iniziato a difendere duro, ad accettare i cambi difensivi, a essere più intensi e a eseguire meglio in attacco. Nei primi cinque minuti del terzo quarto abbiamo fatto molto bene, anche se loro hanno continuato a segnare, trovando anche canestri difficili».
Nonostante il divario accumulato, arrivato fino a ventiquattro lunghezze, i Bulls hanno continuato a cercare soluzioni per rientrare in partita, mostrando un atteggiamento completamente differente rispetto alla prima metà dell’incontro.
«La cosa importante è che non abbiamo mai smesso di crederci. Da quel momento fino alla fine abbiamo affrontato ogni possesso, in attacco e in difesa, con la massima attenzione. Abbiamo cercato i cambi difensivi, riempito meglio l’area e messo in campo molta più energia. È così che siamo riusciti a rimettere in piedi una partita che sembrava ormai compromessa».
La rimonta ha riportato la San Giobbe fino a cinque punti di distanza a circa due minuti e mezzo dalla conclusione, quando alcuni episodi avrebbero potuto cambiare ulteriormente l’andamento del finale.
«Dispiace perché, quando siamo arrivati a cinque punti a due minuti e mezzo dalla fine, abbiamo sbagliato un paio di tiri aperti. In quel momento avevamo ormai l’inerzia della partita dalla nostra parte e avremmo potuto avvicinarci ancora. Resta comunque una grandissima reazione, che voglio portarmi dietro da questa serata».
Accanto agli aspetti positivi emersi nella ripresa, rimane però la necessità di comprendere le ragioni di un primo tempo così lontano dal livello mostrato nelle precedenti uscite.
«La domanda più importante che mi porto dietro è un’altra: come abbiamo fatto a giocare così male nel primo tempo, pur arrivando da settimane di buon lavoro? È questo il dubbio sul quale dobbiamo riflettere e lavorare. La reazione è stata importante, ma dobbiamo anche capire perché ci siamo trovati in quella situazione».
Per Di Lorenzo, la trasferta romana rappresenta quindi un ulteriore passaggio nel processo di crescita di una squadra che, dopo le due vittorie consecutive contro Avellino e Lucca, ha dovuto confrontarsi nuovamente con le difficoltà di un campionato estremamente competitivo.
«Come stiamo vedendo, in questo campionato non c’è nulla di scritto. Ogni partita serve a capire chi sei in quel momento e su quali aspetti devi lavorare. Questa gara poteva finire veramente male, invece siamo riusciti a reagire fino ad avere un ultimo possesso per provare ad avvicinarci ulteriormente».
Il tecnico biancorosso chiude dunque guardando avanti, con la consapevolezza degli errori commessi ma anche con la fiducia derivante dalla risposta mostrata dai suoi giocatori.
«Ci portiamo dietro questa reazione e dobbiamo farlo con la massima fiducia. Abbiamo affrontato una squadra forte, con tanti giocatori interessanti, su un campo difficile. Adesso dobbiamo continuare a lavorare e andare avanti».
