UniSi, Di Pietra: "Non dobbiamo chiudere i ponti nei luoghi in cui si fa ricerca"

Il Senato Accademico senese condanna il massacro indiscriminato del popolo palestinese ma non ritiene opportuno rompere i rapporti accademici con le Università israeliane

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L’Università di Siena condanna senza dubbio il massacro del popolo palestinese, ma non interromperà i rapporti accademici con gli atenei israeliani. Lo ha ribadito il Rettore Di Pietra “perchè – ha spiegato – non dobbiamo chiudere i ponti nei luoghi in cui si fa ricerca e in cui c’è anche probabilmente una posizione critica rispetto a quello che fanno i governi”.

Il Rettore è poi tornato sulla manifestazione di ieri degli studenti del Comitato Palestina durante il Senato Accademico. “Ringrazio le studentesse e gli studenti che ieri hanno manifestato in maniera educata e pacifica il loro punto di vista – ha detto -. Riteniamo però che non debbano essere distrutti i ponti di collaborazione scientifica, di ricerca e didattica con le università in generale e con quelle israeliane in particolare. E riteniamo anche che un segnale per la pace, a favore del cessate il fuoco immediato in quei territori, a tutela di una popolazione civile che sta subendo di fatto un massacro dopo i fatti del 7 ottobre, deve essere dato.

L’Università di Siena attiverà anche delle borse di studio e delle risorse a sostegno di studentesse, studenti e docenti palestinesi e di Gaza in particolare, che magari accoglieremo a Siena, perchè questo è un segnale che va nella direzione della pace e un segnale di apertura, per quello che le università possono fare”.

 



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