Università di Siena, nuove infrastrutture tecnologiche per una ricerca più sicura ed efficiente

Nella sede di San Miniato inaugurati due nuovi interventi per migliorare la qualità, la sicurezza e la dotazione tecnologica dei laboratori

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L’Università di Siena rinnova e potenzia le proprie infrastrutture scientifiche nella sede di San Miniato, a Siena. Grazie a un finanziamento, integrato da risorse proprie, per un investimento complessivo di circa 349mila euro, sono stati portati a termine due importanti progetti di riqualificazione e aggiornamento tecnologico, finalizzati a migliorare la qualità, la sicurezza e le dotazioni dei laboratori dedicati alla ricerca della sede universitaria.
Nuove infrastrutture tecnologiche per una ricerca più sicura ed efficiente

Gli interventi sono stati inaugurati il 29 ottobre 2026 dal Rettore Roberto Di Pietra, dalla Pro-Rettrice Vicaria Donata Medaglini, dalla Direttrice Generale Beatrice Sassi e da Direttrici e Direttori dei dipartimenti universitari presenti nella sede: Agnese Magnani (Biotecnologie, Chimica e Farmacia); Lucia Morbidelli (Scienze della Vita); Bruno Frediani (Scienze Mediche, Chirurgiche e Neuroscienze); Alessandra Naldini (Medicina Molecolare e dello Sviluppo) e Simone Grandini (Biotecnologie Mediche).
Nuove infrastrutture tecnologiche per una ricerca più sicura ed efficiente

Commenta il Rettore Roberto Di Pietra: “L’inaugurazione di questi ambienti dimostra concretamente l’impegno dell’Ateneo nel rinnovare le proprie strutture scientifiche. Il lavoro svolto ci permette di mettere a disposizione della ricerca spazi all’avanguardia e sicuri, indispensabili per garantire la qualità e la continuità di attività di primario valore per la nostra Università”.
Nuove infrastrutture tecnologiche per una ricerca più sicura ed efficiente

Il primo intervento ha previsto la realizzazione di un’area tecnica a temperatura controllata al piano terra del settore A dell’edificio, ideata specificamente per accogliere i congelatori a ultra-bassa temperatura (-80°C) utilizzati per la conservazione di campioni biologici e di ricerca. Per garantire un microclima ottimale, la struttura è stata equipaggiata con impianti meccanici di climatizzazione. L’impianto comprende un sistema integrato di monitoraggio continuo dello stato dei frigoriferi, la presenza di rete e la gestione tempestiva degli allarmi, insieme a circuiti protetti dedicati alla continuità elettrica delle infrastrutture a supporto dei cluster per la ricerca e la computazione ad alte prestazioni.

Il secondo progetto ha riguardato la manutenzione straordinaria e l’adeguamento impiantistico del Laboratorio di ricerca B2, collocato al piano terra del settore C presso il Dipartimento di Scienze della Vita. L’ambiente è stato completamente rinnovato attraverso l’installazione di rivestimenti, integrati da un nuovo controsoffitto in cartongesso che assicura elevati standard di igiene e isolamento. A completamento dei lavori, lo spazio scientifico è stato dotato di moderni arredi tecnici, tra cui due ampi banconi da lavoro e una cappa a flusso laminare di ultima generazione, elemento fondamentale per lo svolgimento delle attività sperimentali in condizioni di massima sicurezza e sterilità.
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A tutela dell’intero investimento e della continuità operativa delle strutture, l’intervento si è concluso con l’integrazione del sistema di gestione centralizzata BMS EBI. Questa piattaforma consente di supervisionare e regolare in tempo reale i parametri ambientali ed elettrici di entrambi i locali riqualificati, offrendo una garanzia costante di affidabilità e sicurezza per l’attività dei ricercatori.

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