Valentini: “Parà per le strade non migliorano la sicurezza urbana, è demagogia”

“Si confonde il tutto con l’ordine pubblico e l’antiterrorismo. Il sindaco aveva promesso un assessore autorevole ed esperto in materia ma non c’è riuscito e si vede”

L’ex sindaco Bruno Valentini commenta così l’iniziativa lanciata dall’assessore Michelotti, in sinergia con la brigata Folgore, di avere a disposizione un numero superiore di militari per presidiare altre zone della città (oltre a Piazza del Campo e Piazza Duomo) e migliorare la sicurezza pubblica.  (LEGGI QUI: https://www.radiosienatv.it/strade-senesi-piu-sicure-coi-para-lassessore-michelotti-incontra-il-comandante-della-folgore-fraterrigo/)

“Mi sembra si faccia un po’ di confusione – afferma – La presenza dei para’ discende da un progetto nazionale di contrasto al terrorismo internazionale (che per adesso non ha colpito il nostro Paese) che per un periodo è stato assicurato dalla Forze dell’ordine, sottraendo però carabinieri e polizia da altre funzioni essenziali e scaricando sui vigili urbani un’attività ulteriore di rilevamento degli incidenti stradali (ad es. per Siena sulla tangenziale). È un errore confondere questa missione dei paracadutisti con le attività ordinarie di sicurezza sul territorio per le quali questi ragazzi (che vanno ringraziati per quello che fanno) non hanno alcuna formazione e preparazione. Cosa ben diversa sarebbe applicare gli indirizzi Anci, in particolare per “patti” locali con la Prefettura con l’obiettivo di una ancora migliore integrazione fra Polizia Municipale ed altre forze dell’ordine, anche per la microcriminalità (parcheggiatori abusivi, vendita di merce contraffatta, accattonaggio molesto ed organizzato, ecc.) che per essere repressa ha bisogno di un costante ed incisivo presidio”.

“L’investimento nei semafori che rilevano le targhe inserite in una Black list nazionale è già stato fatto e va solo completato. Le assunzioni per la Polizia Municipale sono già programmate ed il vigile di quartiere va instaurato prima possibile. I mini Daspo “urbani” vanno regolamentati ed adoperati. L’accordo per collegare le sale operative della P.M. e delle altre Forze di Polizia c’era già e va realizzato tecnicamente. Possono essere studiate forme di collaborazione con i cittadini per migliorare il monitoraggio nel territorio. La videosorveglianza è già presente e può essere potenziata (ci sono risorse e programmi) e la normativa consente anche di ricorrere a finanziamenti privati. Insomma, si possono fare molte cose od anche semplicemente mettere in atto ciò che è già pianificato ma l’ultima cosa di cui c’è bisogno è raccontare che un paracadutista in più , con le armi a tracolla, nelle strade della città, migliori la sicurezza urbana, confondendola con ordine pubblico e antiterrorismo in una demagogica marmellata di esibizione muscolare, poco concreta”.

“Consiglio agli attuali amministratori – conclude – di studiare la materia un po’ di più. Ah già! Il neo-sindaco aveva promesso di scegliere un assessore esperto ed autorevole per la sicurezza, ma non c’è riuscito. Si vede”.

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