Voucher: chi pro, chi contro

Si torna a parlare dei voucher: Coldiretti li vuole, la Cgil no

L’abolizione dei voucher torna al centro delle discussioni in molti settori lavorativi, ma a fronte di categorie che chiedono la reintroduzione, ci sono coloro che sono strenuamente contrari.

Con la cancellazione dei voucher si sono perse opportunità di lavoro nei campi per integrare il reddito di migliaia di giovani studenti, pensionati e cassa integrati, impiegati esclusivamente in attività stagionali e che in agricoltura ne sono gli unici possibili beneficiari. La cancellazione totale dei buoni lavoro, oltretutto, va a favorire il sommerso. E i fatti di cronaca di qualche mese fa – ricordiamo la maxi operazione anti capolarato nel Chianti senese – ci dicono quanto sia importante invece una lotta a viso aperto contro ogni forma di illegalità. Il danno è fatto, in tal senso ma è necessario costruire ex-novo uno strumento che possa rispondere alle stesse esigenze delle imprese e dei lavoratori per non perdere opportunità occupazionali. Occorre individuare immediatamente uno strumento ad hoc che sostituisca i voucher e che tenga conto delle specifiche caratteristiche di stagionalità dell’agricoltura come avviene in tutti Paesi dell’Unione Europea”. Così Simone Solfanelli, direttore Coldiretti Siena.

I numeri in Toscana Del totale dei voucher utilizzati in Toscana (nel 2016 sono stati 10.400.000), solo l’1,3% è stato impiegato in agricoltura dove sono nati e rappresentano un valido contributo all’emersione del lavoro sommerso. Siena in testa tra le province toscane dove sono stati venduti nel 2016 i 143.392 voucher destinati al settore, aree a forte vocazione vitivinicola ed olivicola: in testa Siena con 42.447 voucher, pari al 29%.

E se Coldiretti auspica la reintroduzione, la Cgil chiede che non si torni indietro: “Abbiamo incontrato il Prefetto di Siena perché possa informare il Governo che sui voucher non si scherza – dice Claudio Guggiari, Segretario Generale Cgil Siena. – Il fatto che si stia discutendo in Parlamento sulla possibilità di riammetterli, andando contro la volontà di milioni di persone, rappresenta un fatto gravissimo che la CGIL non lascerà passare. Almeno senza aver fatto il possibile per evitarlo dopo essere stati scippati della possibilità di celebrare i referendum abrogativi.

Ci risultano impegni precisi da parte del Governo per ridiscutere la materia con le Organizzazioni sindacali ad oggi disattesi. Continuare ad agire in funzione della precarizzazione dei rapporti di lavoro e della riduzione dei diritti e delle retribuzioni di tanti giovani e meno giovani è non solo inaccettabile sul piano sociale ma anche sul piano economico”.

 

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