Whirlpool, dal 1 novembre sede di Napoli chiusa. Sito senese sempre più a rischio

La chiusura dello stabilimento napoletano potrebbe provocare effetti a cascata: la fabbrica di Siena, che conta circa 360 occupati, è quella più a rischio ora

Game Over per lo stabilimento Whirlpool a Napoli: l’azienda ha annunciato la chiusura dal 1 novembre. Oltre 400 persone potrebbero perdere il posto di lavoro, inutili tutti i tentativi di mediazione da parte di sindacati e istituzioni. A cascata la chiusura potrebbe interessare il sito di Siena, considerato il più a rischio dopo quello campano, per via dei volumi insufficienti di produzione raggiunti. Secondo i sindacati, l’accordo quadro di ottobre 2018 doveva rilanciare commercialmente proprio la produzione con un incremento sensibile dei volumi di 150mila pezzi, ma al momento non sono state avviate le operazioni. La fabbrica, di fatto, viene messa nelle condizioni di lavorare al 40% delle sue possibilità. Il timore é quindi che quello che sta accadendo a Napoli si ripeta anche a Siena.

L’unica fiammella di speranza arriva dalla Regione Campania che si dice pronta ad intervenire: il presidente Vincenzo De Luca ha inviato una lettera per chiedere un confronto con Invitalia, l’agenzia di proprietà del ministero dell’Economia, l’idea è stipulare un contratto di sviluppo con la multinazionale in favore di un progetto strategico per la sede Whirlpool a Napoli.

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