Una mattinata di riflessione, memoria e difesa della libertà della ricerca all’Università per Stranieri di Siena, che ha aderito all’iniziativa nazionale “Le Università per Giulio Regeni” con la proiezione del documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni per la regia di Simone Manetti.
L’evento si è svolto nell’aula magna Virginia Woolf alla presenza di studenti, ricercatori e rappresentanti del mondo universitario. La proiezione è stata preceduta dai saluti del rettore Tomaso Montanari e dai videomessaggi dei genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni, oltre che del regista del documentario.
L’iniziativa nazionale, promossa dalla senatrice a vita Elena Cattaneo a dieci anni dalla scomparsa del giovane ricercatore italiano in Egitto, coinvolge 76 atenei italiani e oltre 15 mila persone tra studenti, docenti, ricercatori e cittadini.
“Giulio Regeni era un ricercatore, è stato ucciso perché faceva ricerca, faceva ricerca in un quadro di libertà internazionale e si è scontrato con un regime criminale”, ha dichiarato Montanari. Il rettore ha poi sottolineato come “la ricerca della verità che Giulio ha pagato con la vita è lo scopo stesso dell’università. Il fatto che il Ministero della Cultura non abbia finanziato questo film è gravissimo, dà l’idea dello sbando definitivo della politica culturale italiana sotto questo governo”.
Montanari ha poi collegato la vicenda Regeni anche agli attuali scenari internazionali. “Il regime egiziano con cui l’Italia continua ad avere rapporti ha un ruolo importante anche nell’assedio di Gaza, in una sostanziale complicità con Israele”, ha affermato il rettore, sottolineando come il tema della libertà della ricerca e della tutela dei diritti umani resti strettamente intrecciato alle grandi crisi geopolitiche contemporanee.
Il rettore ha poi ribadito la necessità di proteggere il lavoro dei ricercatori e delle ricercatrici, soprattutto nei contesti internazionali: “Manca una coscienza diffusa dell’importanza civile della ricerca. La storia di Giulio Regeni è estrema, ma racconta tante difficoltà e diffidenze. Il potere non è amico della verità”. Nel corso dell’iniziativa sono state ricordate anche le parole della senatrice Elena Cattaneo: “Giulio continua a vivere e a fare cose attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà”.
I genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni, hanno invece ringraziato le università coinvolte, ricordando come “professori, studenti e dottorandi vadano sempre protetti”.