Whirlpool, i sindacati: “A Siena l’azienda lavora a meno del 50%, i lavoratori soffrono”

Le parole dei sindacalisti a Siena Tv durante il presidio: “Investimenti confermati, ma siamo preoccupati”

I lavoratori senesi della Whirlpool si sono riuniti in presidio per protestare contro la chiusura dello stabilimento di Napoli ed esprimere preoccupazione per il loro futuro lavorativo. Con loro le sigle sindacali FIOM CGIL, FIM CISL, UILM e COBAS: “La storia di Whirlpool è di una chiusura a Trento, poi a Napoli: domani?” si chiede ai microfoni di Siena Tv Stefano Borgoni (Rsu Fiom Cgil). “Su Siena vengono confermati  gli investimenti ma non siamo tranquilli – continua Massimo Onori – quanto sottoscritto ad Ottobre non lo vediamo, ovvero la promessa di investimento sui volumi, sono ancora scarsi, si lavora al 50% della capacità produttiva”. “Su Siena vengono confermati investimenti ma non siamo tranquilli – continua Massimo Onori segretario Fiom Cgil – quanto sottoscritto ad Ottobre non lo vediamo, promessa di investimenti sui volumi, che però sono ancora scarsi, si lavora a meno del 50% della capacità produttiva”. “L’azienda continua a lavorare a meno del 50% – aggiunge Massimo Martini, segretario Uil – c’è sofferenza tra i lavoratori, per gli stipendi fortemente ridotti”.

“Domani saremo a Roma al Mise dove ci aspettiamo che la Whirlpool ci espliciti le sue intenzioni – commenta Onori – dopo la comunicazione lampo della vendita del sito di Napoli la riunione è degenerata con attimi di tensione. Cercheremo di capire meglio le intenzioni, sperando che Whirlpool torni sui suoi passi, a garanzia per i lavoratori di Napoli e per la tranquillità degli altri siti italiani”.

“Venendo a mancare punto nevralgico dell’accordo – conclude Luciano Landini, Fim Cisl – non sappiamo come l’azienda si ponga al tavolo ministeriale, se verrà confermato tutto quanto il resto dell’accordo e se il governo confermerà gli ammortizzatori sociali”.

Elena Pianigiani

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