A Siena 1200 case Airbnb: crescita del 27%.

L’intervento di Valentini (Pd): “Ma la giunta gli diminuisce la tassa di soggiorno”

Boom degli appartamenti offerti per locazioni turistiche brevi, i numeri sono in crescita anche a Siena. Si parla di ben 1200 gli appartamenti (Airbnb, ma non solo) con un incremento del 27% nell’ultimo anno. A proposito di questa tematica è intervenuto il consigliere comunale Pd Bruno Valentini, che critica la scelta del Comune di diminuire per tali soggetti la tassa di soggiorno:

“Case messe a reddito – si legge nell’intervento – ma sottratte al mercato dell’affitto tradizionale ed in alcuni casi col trasferimento dello stesso proprietario in un’altra residenza, fuori dal centro storico e meno appetibile turisticamente. Questo incide anche sulla rete commerciale, già colpita dall’esplosione degli acquisti elettronici, con rarefazione dei negozi di vicinato. Ciò comporterebbe il rischio di turistificazione dei centri e la graduale trasformazione in città artificiali, organizzate più per i turisti che per i cittadini residenti, con conseguente espansione della ristorazione, di ogni tipo, da quella tradizionale a quella innovativa a quella etnica. Per Siena si comprometterebbe il processo di flebile ripopolamento in corso nel centro storico, dove i residenti negli ultimissimi anni anni avevano smesso di diminuire. Sono necessarie politiche urbanistiche e commerciali nuove, che siano molto prudenti nel consentire nuovi ipermercati e che utilizzino con coraggio gli strumenti già disponibili, come le recenti norme sul contenimento delle licenze commerciali nei centro storici di pregio. A Siena, ad esempio avevamo proposto di estendere il contingentamento delle licenze di somministrazione bevande ed alimenti oltre la attuale zona 1 (il “centro” del centro storico) per evitare una eccessiva proliferazione di bar, pizzerie, ristoranti, ecc. E’ un’idea che le categorie avevano apprezzato e che va ripresa. Qualche giorno fa la Giunta comunale ha cambiato le tariffe della tassa di soggiorno, unificando in due euro l’imposta per tutto il comparto extra-alberghiero e per tutta la locazione turistica breve (AIRBNB ma non solo). Così facendo è’ venuta meno la distinzione fra alta e bassa stagione, come se non fosse più opportuno incentivare chi decidesse di dormire a Siena in inverno. Inoltre, prima per la locazione turistica breve l’ospite pagava 2,5 euro a notte, mentre dal prossimo anno la tariffa scenderà a 2 euro. Come se fosse un tipo di ospitalità da favorire. Questo genere di accoglienza sta esercitando una concorrenza “impari” sulle altre strutture ricettive, che sostengono costi molto più alti perchè danno servizi più consistenti e spesso hanno dipendenti. Inoltre non si capisce perchè ridurre la tassa di soggiorno a carico di turisti italiani e stranieri per poi essere costretti a trovare le risorse alternative per finanziare le attività di promozione pescando dalle tasche dei contribuenti senesi? In conclusione è’ necessario che Siena e la Toscana trovino le modalità per un modello sostenibile di ospitalità e di gestione dei flussi turistici. Per evitare che trionfi l’idea che per alcune città non ci sia altra fonte di ricchezza se non il turismo di massa. Ne saremmo devastati”.