Il congresso provinciale del Partito Democratico senese potrebbe ancora riservare sorprese, anzi quasi sicuramente ne riserverà. A pochi giorni dall’avvio della fase congressuale nei circoli, Giacomo Bassi apre infatti alla possibilità di una sintesi politica con Nico Bartalini, fino ad arrivare a una candidatura unitaria per la guida della federazione provinciale.
Ospite della trasmissione “Il Punto”, il candidato sostenuto dalla mozione “Radici per il Futuro” ha ribadito più volte la necessità di evitare una contrapposizione interna sterile, insistendo invece sulla ricerca di una piattaforma condivisa. “Le differenze programmatiche sono minime – ha spiegato – e se ci saranno le condizioni si potrà anche comporre una squadra insieme e dare un bel segnale di unità”.
Un ipotetico passo indietro di Bassi verso la segreteria che sembra possibile, ma a certe condizioni, qualcosa rispetto al passato va cambiato. L’ex sindaco di San Gimignano ha raccontato come la sua candidatura sia nata da un confronto tra iscritti e militanti preoccupati per la situazione del partito e più in generale del territorio senese, segnato da una progressiva perdita di peso politico e da una fase economica difficile. Tra i temi richiamati, la deindustrializzazione, la crescita della cassa integrazione e la necessità di un maggiore sostegno regionale a Siena.
Nel corso dell’intervista non sono mancate valutazioni critiche sui nove anni di segreteria provinciale di Andrea Valenti. Pur riconoscendogli “impegno e dedizione”, Bassi ha parlato di una gestione troppo isolata e chiusa, poco collegiale del partito. “Il problema – ha spiegato – è che il Pd provinciale si è chiuso, con poche persone che decidevano senza un vero coinvolgimento della base”. Da qui anche il riferimento ai “personalismi esasperati” che avrebbero caratterizzato gli ultimi anni della vita interna democratica.
Secondo Bassi, il partito dovrebbe tornare a svolgere una funzione di sintesi politica tra amministratori, iscritti e società civile, recuperando quella dimensione collettiva che oggi, a suo avviso, si sarebbe indebolita. Non a caso ha sottolineato come negli ultimi quattro anni l’assemblea provinciale sia stata convocata una sola volta.
Sul fronte politico cittadino, Bassi ha poi affrontato il tema della ricostruzione del centrosinistra in vista delle comunali di Siena del 2028. Per l’ex sindaco, il percorso dovrà necessariamente passare sia dal campo largo progressista sia da un confronto con il mondo civico senese, che continua ad avere un peso decisivo nella vita politica della città. Un riferimento diretto anche alle scelte del 2023, quando – secondo Bassi – non fu colta fino in fondo la possibilità di dialogare con alcune esperienze civiche alternative al centrodestra, come il Polo Civico di Fabio Pacciani.
“Non mi impiccherei alle formule politiche – ha detto – ma ai contenuti, ai valori e a un progetto serio per restituire a Siena un governo migliore”.
Infine, uno sguardo anche alla politica nazionale, con la conferma del sostegno alla linea di Elly Schlein e alla strategia del “campo largo” come unica alternativa possibile al centrodestra guidato da Giorgia Meloni. Ma tra i nomi del futuro, Bassi ha indicato anche il presidente dell’Emilia Romagna Michele De Pascale come possibile figura emergente del centrosinistra nazionale.