Il progetto di trasferire circa 150 richiedenti asilo nell’Hotel Adriana di Abbadia San Salvatore non si farà. A comunicarlo è il sindaco Niccolò Volpini, intervistato questa mattina a Buongiorno Siena da Alessandro Pagliai, dopo il confronto con il prefetto di Siena, che ha ascoltato le perplessità dell’amministrazione comunale sulla possibilità di concentrare in un unico edificio tutte le persone attualmente ospitate nei CAS dell’Hotel Milano e dell’Hotel Gambrinus.
Un esito che il primo cittadino accoglie con soddisfazione, ringraziando il rappresentante del Governo per l’attenzione dimostrata nei confronti della comunità badenga. “Il prefetto ha ascoltato il punto di vista dell’amministrazione – spiega Volpini –. Mi ha informato che ancora non era stato deciso nulla, ma ha condiviso il ragionamento secondo cui un’integrazione corretta non è quella che addensa tantissime persone all’interno di un unico fabbricato, ma quella diffusa, con più strutture e un numero minore di ospiti, che permette una gestione, una socializzazione e un’integrazione migliori”.
La questione aveva acceso il dibattito nelle ultime settimane, con il sindaco che aveva espresso apertamente la propria contrarietà all’ipotesi di un unico centro da 150 posti. Non una posizione contro l’accoglienza, precisa Volpini, ma la richiesta di una distribuzione più equilibrata delle presenze. Ad Abbadia, infatti, sono già circa 150 i richiedenti asilo ospitati, una quota che rappresenta, secondo i dati indicati dal primo cittadino, circa il 12% del totale provinciale.
“La comunità e l’amministrazione non possono limitarsi a subire decisioni prese altrove. Se possono dare un contributo e guidare i processi, tutto diventa più semplice – sottolinea il sindaco, che torna a chiedere una riduzione delle presenze sul territorio comunale -. Abbiamo una delle percentuali più alte della provincia di Siena. Non si può dire sempre di sì: ogni tanto bisogna anche motivare le proprie posizioni“.
Volpini respinge inoltre le accuse di scarsa disponibilità all’accoglienza rivolte alla comunità. “Siamo distanti anni luce da queste affermazioni – risponde il primo cittadino badengo con un sorriso amaro -. In provincia di Siena abbiamo da imparare da pochi e possiamo insegnare a tanti. Da oltre dieci anni sono presenti questi ragazzi e alcuni sono totalmente integrati nella vita del paese e nelle associazioni“.
Proprio il tessuto associativo, secondo il sindaco, potrebbe rappresentare una risorsa importante per percorsi di integrazione più efficaci. “Abbiamo 16 associazioni sportive su circa 6.000 abitanti. Basterebbe che ogni ragazzo fosse inserito in un’associazione per diventare una risorsa e partecipare alle attività della comunità”. Da qui anche la proposta di individuare, a livello regionale o nazionale, una soglia percentuale di presenze rispetto alla popolazione residente, valutata sulla reale capacità di accoglienza dei singoli territori.
Nel corso dell’intervista Volpini è tornato anche sulla revoca delle deleghe all’assessore Leonardo Rappoli, spiegando che la decisione non è legata al lavoro amministrativo svolto, ma alla necessità di evitare possibili situazioni di conflitto di interessi. L’Hotel Adriana, infatti, è riconducibile alla famiglia dell’ex assessore, che – ha precisato il sindaco – non aveva alcun ruolo nella società proprietaria dell’immobile.
“La mia preoccupazione era che, se si fosse arrivati a dover prendere una decisione, Leonardo potesse trovarsi in difficoltà. Ho ritenuto più corretto e sano sollevarlo dall’incarico, proprio per evitare che si potesse configurare un conflitto”.
Con il tramonto dell’ipotesi Hotel Adriana, si chiude almeno per il momento una vicenda che ha intrecciato accoglienza, rapporti istituzionali e politica locale. Per Volpini resta aperta la questione più ampia: costruire un sistema che distribuisca meglio le presenze e trasformi l’accoglienza in un reale percorso di integrazione, coinvolgendo le comunità che ogni giorno vivono il territorio.