Acn Siena, il Battaglione Boscagli si schiera dalla parte di Voria

"A noi quello che ti è stato fatto non è andato giù. Siamo con te" scrivono i tifosi a Voria

Di Redazione | 14 Gennaio 2022 alle 11:01

Acn Siena, il Battaglione Boscagli si schiera dalla parte di Voria

“Caro Gill il 19 dicembre 1999 eravamo lì, con te, mentre salivi nel vuoto sollevando con il tuo slancio 50 anni di paure.
Eravamo lì mentre colpivi un pallone che pesava tanto, troppo.
Dentro c’erano delusioni, rabbia, batticuore, campionati anonimi, giocatori troppo giovani, troppo vecchi o troppo scarsi. Eravamo lì, senza fiato, sospesi in aria e con gli occhi infilati nel sette della porta del Pisa, ad aspettare che la palla seguisse il nostro sguardo e la tua forza di volontà. Eravamo lì, aggrappati a te mentre salivi, salivi e salivi ancora. Eravamo lì, a vedere il gol più bello della nostra vita. E se eravamo lì, come potremmo non essere con te adesso? Con te che sei rimasto qui, che qui hai cresciuto la tua famiglia, con te che non sei solo un ricordo ma un pezzo del nostro presente e del nostro futuro?”. Così scrive il Battaglione Boscagli, storico gruppo di tifosi della Robur, in merito alla situazione di tensione venutasi a creare tra la società e l’allenatore della Primavera Gill Voria.

A noi quello che ti è stato fatto non è andato giù – prosegue – Non si gioca con il rispetto di un giocatore che la nostra maglia l’ha sempre onorata, amata, portata con dedizione. Uno che ci ha messo il cuore, l’anima, la faccia: da calciatore e da allenatore. Non ce ne voglia Negro: la polemica non è contro di lui ma verso chi ha messo con le spalle al muro due professionisti e due pezzi di storia Patria. Voria è e resterà una nostra bandiera, un allenatore che ha messo passione, professionalita, bravura e che ama la sua squadra, i suoi ragazzi, I nostri ragazzi. Chi ti ha trattato con questa stupida pochezza ha dimostrato che la nostra storia non la conosce nemmeno un po’. Siamo tutti con te. Come quella volta che scalasti il cielo, con un balzo ipnotico e che per noi resterà infinito. Il gol più bello della nostra vita.
E noi quella volta, come le altre, c’eravamo: loro no. Un consiglio a chi ha deciso questa ennesima faida interna: gli stadi si svuotano quando i tifosi non si sentono rappresentati da bandiere, squadre, proprietà. Il calcio non è business, è passione”.



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