Un attacco duro e circostanziato che mette sotto la lente la gestione dello sviluppo dell’aeroporto di Ampugnano. Il sindaco di Sovicille, Giuseppe Gugliotti, interviene con fermezza sulle ultime novità relative alla Conferenza dei Servizi, criticando apertamente il materiale prodotto da Enac Servizi. Tra refusi clamorosi, che scambiano lo scalo senese per quelli di Rieti, Rimini o persino per la rete campana, tabelle incongruenti e la mancanza di un vero master-plan, Gugliotti denuncia non solo la scarsa cura tecnica del dossier, ma un atteggiamento di disattenzione e mancato rispetto verso il territorio senese e le sue istituzioni, reso ancora più evidente dalla scelta dei tempi per il confronto, fissato in pieno agosto.
Di seguito le dichiarazioni integrali del sindaco Giuseppe Gugliotti:
“Dopo un’accurata disamina del materiale prodotto da Enac Servizi per la Conferenza dei Servizi sullo sviluppo dell’aeroporto di Ampugnano, sorge spontanea qualche riflessione. Più di tutto, balza agli occhi la sciatteria che contraddistingue il “progetto”. Cito solo per esempio: nelle Relazioni più volte si parla di Ampugnano come dello scalo di Rieti o di Rimini, in un passaggio si sottolinea che il progetto che punta a migliorare il sistema degli aeroporti campani; ci sono tabelle in cui le somme dei valori non tornano, altre tabelle che contraddicono il testo della Relazione, ma soprattutto non c’è un master-plan che dica con chiarezza che cosa è Ampugnano e cosa si immagini che diventi.
Il che non è solo la cifra di una scarsa professionalità. E’ di più: è la conferma di quell’atteggiamento di totale mancanza di attenzione e di rispetto per la Regione, per la comunità senese, per il territorio, che, con Enac, già avevamo conosciuto e sperimentato. Già il fatto che la Conferenza dei Servizi, con i suoi tempi ristretti e perentori sui quali incombe la spada del definitivo “silenzio-assenso”, sia stata deliberatamente collocata in pieno agosto, incastonata – senza alcun preavviso – fra le ferie del mese meno operativo dell’anno, racconta quanto si punti ad evitare qualsiasi confronto. Ma oltre a questo, quei refusi solo apparenti – in realtà, segnali chiari delle disattenzioni con cui si liquidano questioni giudicate poco importanti – dicono molto di più.
Riferirsi a Rieti o a Rimini o a Ampugnano o a qualsiasi altra città per chi redige questi progetti sugli aeroporti minori non fa differenza: nessun luogo è importante, nessun luogo è peculiare, nessun luogo ha diritto ad una riflessione specifica e approfondita sulla reale necessità della presenza di un’infrastruttura come questa, sulle sue caratteristiche e sulle sue prospettive; nessun luogo merita un’analisi seria e serena sulla effettiva capacità di uno scalo aeroportuale di generare valore aggiunto non genericamente per un territorio ma per quel sistema territoriale per il quale è pensato. E’ tutto un unico reiterato “copia-incolla”, utile per attraversare i fastidiosi passaggi burocratici – come le Conferenze dei Servizi, appunto – nel modo più frettoloso e più indolore possibile.
E menomale che, come recitano le prime righe del progetto presentato: “l’aeroporto è un sistema complesso il cui sviluppo deve essere gestito in maniera organica e armonica rispetto al territorio in cui si inerisce, accompagnato da una visione di lungo periodo che valorizzi le infrastrutture…”. In realtà, il demanio aeroportuale appare più come una zona franca sulla quale qualcuno si sente titolato ad intervenire senza dover porre alcuna cura al contesto territoriale di riferimento che da quella stessa infrastruttura dovrebbe essere servito e beneficiato.
In questo quadro, mi stupisce che i più indignati non siano proprio i sostenitori più strenui dello sviluppo dell’aeroporto. Perché sono loro, in realtà, che più di tutti ci mettono la faccia, che più volte nelle loro conferenze-stampa ci hanno raccontato della strategicità di Ampugnano, ma che ancora non riescono ad avere un progetto realistico, tecnicamente solido e economicamente sostenibile che indichi una visione chiara, delinei una prospettiva convincente e soprattutto definisca e quantifichi puntualmente i vantaggi per il territorio, per la Regione, per la comunità senese”.