Al via al Santa Maria della Scala la mostra “Tex. 70 anni di un mito”

Dal 23 Novembre al 26 Gennaio la mostra dedicata a Tex

“Tex, 70 anni di un mito”.

E’ stata inaugurata questa mattina la mostra dedicata all’eroe del fumetto italiano, creato nel 1948 da Gianluigi Bonelli, diventato un vero e proprio fenomeno di costume.

Dal 23 Novembre al 26 Gennaio le sale del Santa Maria della Scala ospiteranno la mostra che ripercorre i 70 anni del fumetto, tra tavole, fotografie e la macchina da scrivere di Bonelli, con la quale sono state create le prime storie di Tex.

Un vero e proprio viaggio nel tempo e tra le pagine, tra i disegni, tra le storie che hanno reso Tex Willer la più famosa e duratura serie a fumetti italiana di sempre.

“La mostra racconta la storia, le genesi e lo sviluppo di questo personaggio che è tra i più importanti al mondo nel campo dei fumetti – spiega il direttore generale di Sergio Bonelli Editore Simone Airoldi – Si racconta quello che ha dato vita alla nascita e poi per decade, dagli anni 40 ad oggi, si affronta tutto lo sviluppo del personaggio, sia su carta che per tutto ciò che circonda il mito di Tex, dai giocattoli ai vari gadget che hanno fatto la storia”

Una storia, quella del texano più famoso dei fumetti, che parla anche un po’ senese. Dell’esposizione faranno infatti parte anche dei materiali opera di due fumettisti senesi: Giovanni Ticci, che dal 1968 firma alcune avventure di Tex, e Alessandro Bocci, dal 2001 disegnatore per Sergio Bonelli Editore.

“Ho sempre amato il West, sin da ragazzino, i miei film preferiti sono sempre stati di questo genere – spiega Giovanni Ticci – Avevo uno zio che viveva a Milano, nello stesso palazzo di Rinaldo “Roy” Dami, che aveva messo su nel suo studio una specie di scuola per fumettisti”.

“Mi piace molto il bianco e nero, amo l’effetto dell’inchiostro sulla carta – continua Ticci – I più vecchi sono pieni di difetti, ma stranamente sono quelli che piacciono di più ai lettori, anche se io quando li guardo non posso fare a meno di trovare sempre più difetti, ma lo sopporto pensando che ho cercato sempre di fare il meglio che potevo”.

Andrea Radi

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