Al via le Feriae Matricularum 2026, il Principe Pacca: "Un anno di cambiamenti, sempre con grande divertimento"

L'operetta "La maschera di Ferro" torna a teatro con una nuova regia

Di Veronica Costa | 4 Maggio 2026 alle 14:00

Al via la settimana di  Feriae Matricularum 2026. Da domani, 5 maggio, si apre il periodo  più importante dell’anno per i Goliardi Senesi. Un programma ricco di appuntamenti, dalla tradizionale carciofata, mercoledì 6 maggio fino al 9 maggio.

“Partiremo con l’apertura della settimana delle Feriae martedì a mezzanotte, a cui seguirà la sfilata delle macchine, afferma il Principe Tommaso Paccagnini, detto Pacca. Mercoledì sarà dedicato alla liberatio scholarum; a seguire ci sarà la carciofata con la madrina Eleonora Terzulli in Piazza Tolomei. La sera, come da tradizione, ci sarà la cena e si spera anche nella festa, anche se al momento è ancora un’incognita. Giovedì mattina di nuovo liberatio scholarum, pranzo in Piazza Tolomei e, a seguire, la corsa dei carretti, e poi la prima in teatro. Venerdì ancora liberatio scholarum, pranzo e poi la discesa dalla Costarella —“Scalza day” — intorno alle 16. A seguire, alle 21:30 precise (come tengono a sottolineare i registi!), l’operetta rinnovata. Sabato, insieme a Edoardo Conticini, in occasione del decennale, partiremo da San Francesco con la sfilata dei Francescani per poi raggiungere il Nannini. Seguirà il pranzo in Piazza del Campo, come da tradizione, e poi la Cuscinata verso le 16:30, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza”.

Come di consueto torna l’immancabile operetta, dal titolo “La maschera di Ferro“: tre serate 7,8,9 maggio al Teatro dei Rinnovati, con tante novità, tra cui la regia che per la prima volta è affidata a Giovanni Mazzini e Maurizio Garosi.

“Questa esperienza nasce dalla proposta che mi è stata fatta dal Principe di quest’anno, con l’idea di provare a portare un cambiamento rispetto agli ultimi anni, spiega Giovanni Mazzini. Si è poi concretizzata grazie a una serie di circostanze: dopo una ventina d’anni in cui, a più riprese, mi era stato chiesto di ricoprire questo ruolo, ho deciso di dire di sì. Ci sono momenti in cui capisci che è il momento giusto: o lo fai ora, o rischi di non farlo più. Non è che fosse un’ambizione, ma era qualcosa che ho sempre desiderato sperimentare, anche solo per capire davvero cosa significasse. Del resto, sono sempre stato dietro all’operetta, sia da studente sia dopo la laurea. A un certo punto mi sono sentito chiamato in causa. Per quanto riguarda il tema, l’idea era già loro. Certo, se mi avessero proposto qualcosa di poco affine ai miei gusti, forse avrei deciso diversamente. Invece, essendo un appassionato di storia, di romanzi storici, di cinema e teatro in costume, e in particolare dei  Tre moschettieri, ho accettato con entusiasmo. Le principali novità riguardano il ritorno al teatro “puro”, senza artifici come proiezioni o altri supporti: un’impostazione più tradizionale, come quella di un tempo. Questo ha comportato una grande attenzione alla recitazione. Mi sono posto l’obiettivo di insegnare ai ragazzi, soprattutto ai più giovani e meno esperti, le basi del palcoscenico: come stare in scena, come muoversi, come dire e porgere le battute, e come interagire con gli altri attori. C’è poi la volontà di tornare a un linguaggio  più classico, fatto di dialoghi, battute costruite sul testo”.

“Un altro aspetto importante è stato il coinvolgimento degli studenti più giovani, per valorizzarne le capacità, afferma Maurizio Garosi. È stato un lavoro impegnativo e anche faticoso, ma portato avanti con grande entusiasmo: servono tempo, dedizione e passione. Ho anche un passato da Principe, quindi ho già vissuto situazioni simili a quelle che sta affrontando ora Tommaso. Per questo ci confrontiamo spesso, anche sul piano umano, morale e psicologico: il mio ruolo è anche questo, ed è giusto che sia così”.

Un momento per fare anche un bilancio di questo anno da parte del Principe “Pacca”.  “Devo dire che sono soddisfatto: un bel gruppo di matricole, in totale 14. Come dissi fin dall’inizio dell’anno, il mio obiettivo era costruire un percorso in cui gli studenti potessero divertirsi, con tante iniziative e novità. Nel mio piccolo, credo di averlo raggiunto. E’ stato un anno di cambiamenti, a partire dai registi, che probabilmente si sono pentiti subito dopo aver accettato!,  ma ormai mi conoscono da quasi vent’anni e non potevano dirmi di no. Anche grazie alla spinta dei miei ragazzi, che li hanno messi sotto pressione, siamo riusciti a ottenere risultati: in questi due mesi si vede chiaramente il cambiamento nelle persone, nella recitazione e nella gestione delle battute. Insomma, il miglioramento è evidente”.

 



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