Appalto servizi ausiliari, i sindacati: “Non ci hanno informato, pronti a denunciare”. De Mossi: “Vigileremo sulla qualità”

Scontro in Consiglio comunale: la Cgil ravvisa la violazione dell’articolo 28, la replica del sindaco

Continua lo scontro sulle ipotesi di trasferimento allo Stato delle scuole dell’infanzia comunali e l’esternalizzazione progressiva degli asili nido. Alle 15.30 in Consiglio, parallelamente alla discussione di un’interrogazione sul tema presentata da Masi e Periccioli (Pd) sono sopraggiunte alcune maestre e i sindacati, concordi sulla critica alle scelte recenti del Comune, che in Giunta ha deliberato il 13 giugno lo spostamento di 5 custodi asilo nido a tempo indeterminato a copertura di posti vacanti nella scuola dell’infanzia; l’assunzione di n. 8 istruttori didattici a tempo indeterminato, l’appalto del servizio di custodia nei n. 6 nidi comunali, per 12 unità, l’appalto del servizio di cucina in 4 nidi, 8 unità, e l’appalto del servizio di custodia presso la scuola dell’infanzia “A.M.E. Agnoletti”. Queste novità sono state apportate grazie a delle variazioni di bilancio approvate in sedute, come confermato dall’assessore al Bilancio Luciano Fazzi “per appaltare i servizi ausiliari degli asili nido mentre il Comune procederà all’assunzione di 8 istruttori didattici a tempo indeterminato che andranno a potenziare le strutture comunali dedicate all’infanzia”.

“L’assessore Biondi Santi ha detto nuovamente che quando ci sarebbe stato qualcosa i sindacati sarebbero stati informati – ha detto Maria Luisa Ghidoli, Cgil, a Siena Tv – ma oggi è uscita una delibera ed è stata fatta una variazione per esternalizzare cuoche e custodi, e il sindacato non ha avuto informazioni in meritò. Sto pensando di fare una denuncia per condotta antisindacale, ovvero la mancata informazione sindacale, articolo 28”. “In Consiglio è stato detto che non ci sono dati scientifici sulla qualità dei nidi ma non è vero, da un’indagine della Regione gli indicatori e i punteggi dei nidi di Siena sono risultati molto alti” ha aggiunto un’educatrice ai nostri microfoni.

“Noi non accettiamo la polemica politica – ha risposto durante la seduta il sindaco De Mossi – dobbiamo governare, saranno i cittadini a dare un giudizio tra 4 anni. Abbiamo concordato tante questioni, il livello educativo e la qualità del cibo e della mensa sono importanti, noi vigileremo. Non è la prima volta che il Comune appalta qualcosa, garantiamo il livello educativo, sugli asili nido non si può statalizzare, il resto lo discuteremo con le parti sociali”.

“L’attuale gestione diretta dei servizi scolastici è un’eccellenza di Siena, importante componente di un sistema educativo e culturale volto a tutelare l’inclusione formativa e sociale dei bambini, aspetto tenuto in considerazione anche dallo stesso piano welfare familiare dell’attuale Governo che prevede un sostegno ai servizi di asilo nido”, hanno detto in Consiglio Masi e Periccioli, ricordando che la qualità non può essere valutata solo in termini di costi soprattutto perché “più che una spesa, questo è un investimento per il futuro della comunità”. Ed è stato chiesto se l’amministrazione “per ripristinare un clima più sereno intenda accordare un tavolo di confronto con le rappresentanze sindacali visto lo stato di agitazione proclamato dal personale scolastico, e il mancato dialogo tra i soggetti. Di sapere se c’è la volontà di escludere, per tutto il mandato, il trasferimento delle scuole dell’infanzia allo Stato; se la gestione rimarrà al personale dipendente del Comune procedendo tempestivamente all’integrazione dei relativi organici, gravemente carenti e finora sistemati col ricorso a figure precarie considerando anche il piano occupazionale varato dalla Giunta che prevede 48 assunzioni di cui nessuna prevista per le scuole”. Nel rispondere all’interrogazione, l’assessore Biondi Santi ha precisato che “l’impegno a un continuo dialogo con le rappresentanze sindacali non è mai venuto meno. Da quando questa tematica ha preso piede nel dibattito cittadino, l’amministrazione si è subito messa a disposizione ad aprire un confronto con tutte le parti interessate. A tal proposito, mi permetto di precisare che chi, in queste settimane, ha colto la buona fede delle nostre idee e ha compreso la volontà conciliativa ed inclusiva delle nostre azioni, ha modificato il proprio pensiero sulle ipotesi che stiamo ancora vagliando”.

“Un aspetto, quello del dialogo e confronto che – ha ricordato l’assessore – è stato ribadito anche dallo stesso sindaco una settimana fa all’incontro con le organizzazione sindacali nel quale il primo cittadino ha sottolineato quanto l’amministrazione sia disposta a confrontarsi con i sindacati prima di prendere una qualsiasi decisione in merito, e che non sia mai stata negata alcuna richiesta di incontro o istanze, ricordando che nessun clima conciliante può ottenere un risultato positivo se tutte le parti non hanno intenzione di comprendere le ragioni dell’altro nel comune obiettivo di raggiungere il miglior risultato possibile”. Ecco perché “la critica costruttiva – ha precisato Biondi Santi – è attesa e sempre ben accetta mentre la polemica fine a se stessa non può che essere registrata come tale, ma certamente impoverisce il percorso che porterà questa giunta alla decisione della questione nei mesi prossimi”. In merito alla richiesta di escludere per tutta la durata del mandato trasferimento delle scuole dell’infanzia allo Stato, l’assessore, dopo aver espresso una certa perplessità sulla proposta, ha replicato che “il ruolo del buon amministratore è quello di valutare costantemente le migliori opportunità prendendo una decisione solo dopo un confronto con i vari attori coinvolti e un’attenta riflessione interna. Ecco che se viene tolta la possibilità di vagliare le diverse opzioni, l’amministrazione locale non diventa che una statica figurina, passacarte di decisioni prese da altri. Il nostro compito è quello di avere un atteggiamento estremamente dinamico e pronto a confrontarsi con le nuove sfide del futuro scevro di ogni esclusione pregiudiziale. L’arroccarsi su vecchi schemi ideologici porta con il tempo alla dissoluzione degli stessi e al declino della città”. L’assessore ha poi concluso che “il nostro obiettivo è migliorare dove possibile e nelle forme più convenienti i servizi che questo comune, talvolta già con buon risultati, sta offrendo alla propria cittadinanza, come dimostra la stabilizzazione con contratto a tempo indeterminato di otto educatori per il prossimo anno. Quindi il nostro ragionamento non sarà e non è mai stato, meramente economico. Valuteremo solo quello che non disattenderà i nostri obiettivi nel preservare il benessere dei genitori, dei bambini e del personale scolastico”. Nella replica Periccioli si è detta “completamente insoddisfatta, perché l’assessore non ha risposto ai quesiti posti. E’ stato detto che gli uffici stanno vagliando alcuni ipotesi ma non viene detto quali e non si rende partecipe il consiglio comunale”. “L’amministrazione – ha proseguito – deve avere un contatto costante con sindacati e le parti sociali, e non è giusto dire che ci sono preconcetti”. Infine sull’impegno a non statalizzare le scuole dell’infanzia “non significa limitare le azioni della Giunta ma chiedere una programmazione”. Per questo Periccioli ha ribadito di essere insoddisfatta dalla risposta e si è detta “dispiaciuta perché poteva essere un’occasione per far partire una discussione e un approfondimento su un tema così importante, ma così non è stato”.

Inoltre l’assemblea consiliare, durante la seduta odierna, non ha approvato la mozione, sottoscritta da Vanni Griccioli, Massimo Mazzini, Pierluigi Piccini (Per Siena), e Claudio Cerretani (In Campo), per impegnare il sindaco e la Giunta a confermare la gestione comunale degli asili nido e scuole dell’infanzia, rinunciando a qualsiasi forma di affidamento allo Stato o ad altri soggetti privati, potenziando il settore anche con nuove assunzioni. Cerretani, partendo da notizie di stampa nelle quali si leggeva l’intenzione dell’Amministrazione di esternalizzare il servizio scolastico allo Stato, soprattutto per ragioni di natura contabile, ha posto l’accento “sui rischi di tale gestione a livello qualitativo, nonché un peggioramento, a suo parere, dei livelli pedagogici e delle disponibilità orarie”. Dai banchi della maggioranza i vari interventi hanno motivato il non accoglimento dell’atto perché non c’è nessun progetto di statalizzazione in essere. Notizie partite dalla stampa, ma che non trovano riscontro concreto, vista la decisione dell’Ente di assumere a tempo indeterminato 8 educatori da destinare alle strutture dedicate all’infanzia. Come ha detto il sindaco Luigi De Mossi “è impensabile chiedere di “ingessare” l’attività dell’Amministrazione senza che questa abbia prima analizzato le possibili opzioni. Quando avremo valutato faremo tutti i passaggi: dalla Commissione consiliare ad un incontro con le rappresentanze sindacali”.

 

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