“L’ennesima mortificazione per la mobilità del sud della Toscana”. Così il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Enrico Tucci interviene sulla possibile vendita dell’autostazione di via Santa Caterina a Firenze da parte di Autolinee Toscane, ipotesi che secondo l’esponente dell’opposizione rischierebbe di creare pesanti disagi ai pendolari provenienti dalle province di Siena e Grosseto.
Tucci ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale chiedendo un intervento diretto del presidente Eugenio Giani per bloccare l’operazione e tutelare i collegamenti verso Firenze. Al centro delle critiche, la possibilità di trasferire l’autostazione in un’altra area cittadina, ipotesi che secondo il consigliere renderebbe più complicati gli spostamenti quotidiani di lavoratori, studenti e turisti provenienti dal sud della regione.
“Le province di Siena e Grosseto hanno grandi difficoltà a raggiungere Firenze – sostiene Tucci – perché non esistono collegamenti ferroviari adeguati e molti cittadini hanno come unica alternativa l’autobus. Spostare l’autostazione da via Santa Caterina, a ridosso di Santa Maria Novella e del centro storico, significherebbe creare un grave disagio per pendolari e turisti”.
Il consigliere di Fratelli d’Italia richiama anche le prese di posizione già espresse dai territori. “Il presidente della Provincia di Grosseto, la presidente della Provincia di Siena e il vicesindaco di Siena Michele Capitani hanno manifestato la loro contrarietà. Non si può ignorare la voce dei territori”, afferma.
Nel mirino di Tucci finisce soprattutto la Regione Toscana, accusata di avere tutti gli strumenti per fermare la vendita. “Autolinee Toscane può proporre l’alienazione della struttura, ma serve l’assenso della Regione. E la Regione – sottolinea – è nella condizione di esercitare una forte moral suasion nei confronti del gestore”.
Il consigliere ricorda inoltre come la Regione sia già intervenuta nel 2025 a sostegno della società del trasporto pubblico locale, con un’iniezione finanziaria e il prolungamento del contratto di servizio per garantire la continuità del trasporto regionale.
“Se la Regione si mette di traverso, l’operazione non può andare avanti – conclude Tucci –. Sarebbe incomprensibile procedere contro il parere di Province e Comuni capoluogo, rappresenterebbe un grave vulnus istituzionale oltre che un ulteriore colpo alla mobilità dei cittadini del sud della Toscana”.