Azione Mps scrive alla Vigilanza

L’associazione dei Piccoli Azionisti scrive alla Vigilanza

Azione Mps, Associazione di Piccoli Azionisti aderente al Conapa, ha oggi indirizzato congiuntamente alle Autorità di Garanzia, Vigilanza, Amministrazione e Legislative dell’Unione Europea e della Repubblica Italiana una lettera per denunciare le principali contraddizioni che il forzato intervento statale presenta, nelle norme e princìpi del Diritto Commerciale, delle politiche perseguite dalla Commissione Europea verso la creazione del Mercato Unico dei Capitali, principalmente in danno degli oltre 150.000 piccoli azionisti collettivamente proprietari di oltre il 55% della società.

Il “caso Monte dei Paschi di Siena” ha mostrato una evidente rappresentazione delle distorsioni di un Mercato speculativo che l’operato delle Autorità di Vigilanza sembrerebbe aver contribuito a rafforzare anziché combattere; la scelta operata da BCE di sottoporre Mps, banca in ristrutturazione, agli stress tests EBA del giugno 2016 e di pubblicarne i risultati, ci appare, più che discrezionale, arbitraria. E intanto, mentre Mps conferma al 31/3 l’avvenuto riequilibrio gestionale, senza ancora contabilizzare le entrate per 500 milioni connesse alla vendita delle “Carte di Credito” a ICBPI, si penalizzano gli azionisti esistenti, tuttora proprietari di un patrimonio netto certificato di circa 6 miliardi, proveniente da recenti aumenti di capitale, attribuendo loro un valore svalutato dei oltre il 90%, ulteriormente più che dimezzato da una diluizione ingiustificata in favore dello Stato. Inoltre, come finalmente dichiarato dalla Vigilanza, ma solo nello scorso marzo, il Monte dei Paschi continua a rispettare i requisiti patrimoniali prudenziali.

“Chiediamo alle istituzioni – si legge in un comunicato – di valutare gli specifici correttivi da noi proposti, come ad esempio l’assegnazione di warrants gratuiti agli azionisti esistenti ed ai dipendenti, veri protagonisti del risanamento della Banca, per la futura acquisizione della quota statale, e delle junior notes del portafoglio di sofferenze, come già deliberato dall’Assemblea dello scorso novembre, o in alternativa delle quote di una “bad bank” in cui il Personale Mps gestisca il recupero dei crediti dubbi, i cui accantonamenti sono superiori del 10% rispetto alla media di Sistema, in alternativa alla loro svendita ad entità non vigilate”. Nessuna di queste proposte costerebbe un euro ai contribuenti, ai depositanti o al bilancio della Banca e la loro adozione contribuirebbe a rafforzare la fiducia popolare nell’approccio ai mercati finanziari e nelle Istituzioni nazionali e comunitarie. 

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