Banca MPS: i risultati dello stress test

L'istituto senese vede il principale indicatore di solidità patrimoniale, ridursi di 996 punti base passando dal 9,86% di fine 2020 a -0,1% del 2023

Le banche passano lo ‘stress’ test, anche le italiane che si posizionano poco sotto la media europea tranne Mps che ha registrato il peggior risultato tra le 50 banche europee sottoposte dall’Eba all’esame. L’istituto senese vede il principale indicatore di solidità patrimoniale, ridursi di 996 punti base passando dal 9,86% di fine 2020 a -0,1% del 2023.

“I risultati – afferma Mps in una nota – sono coerenti con il Capital Plan inviato alla Banca Centrale Europea (BCE) il 29 gennaio 2021. Il Capital Plan prevede un’operazione di rafforzamento patrimoniale di 2,5 miliardi di euro e come da Comunicato Stampa del 30 giugno 2021 – la Banca ha inviato alla BCE – su loro richiesta – una possibile tempistica che prevede l’emissione delle nuove azioni entro marzo/aprile 2022, specificando che, allo stato, l’eventuale operazione di aumento di capitale – solo ipotizzata e la cui attuazione è comunque soggetta all’approvazione da parte della DG Comp e della Banca Centrale europea per gli aspetti di competenza – rappresenta un’opzione subordinata rispetto al perseguimento della “soluzione strutturale”, con riferimento in particolare al comunicato stampa diffuso il 29 luglio 2021 da Unicredit S.p.A”. Prosegue la nota:

“Nello scenario Base, il rapporto CET1, su base fully loaded, passa dal 9,9% al 9,3% alla fine dell’orizzonte triennale.La capacità di generare capitale nello scenario Base è limitata dall’impatto del rischio operativo calcolato come parte dell’esercizio. La Banca intende ridurre tale rischio limitando gli impatti sulla propria posizione patrimoniale, come testimoniato dall’Accordo Preliminare con la Fondazione Monte dei Paschi di Siena annunciato il 21 luglio 2021 che porta ad una riduzione del petitum complessivo di 3,8 miliardi di euro. Allo stesso tempo, la generazione di capitale nello scenario Base non include alcun effetto derivante dalla riduzione dei costi che ci si potrebbe attendere nel contesto di una Soluzione Strutturale, o dalle significative riduzione di spese operative e del costo della raccolta previste nel Piano Strategico 2021-2025 sottoposto all’approvazione della DG Competition. È importante sottolineare che l’impatto di capitale derivante dal rischio di credito è significativamente inferiore al campione delle banche italiane, a testimonianza dell’importante attività di de-risking della banca, con un rapporto NPE che passa dal 34,5% nel 2016 al 4,3% alla fine del 2020.Lo scenario Base non include l’effetto delle azioni di capital management già annunciate al mercato, né della performance commerciale presentata nell’ambito della presentazione dei risultati del primo trimestre. La Banca coglie l’occasione per ricordare agli investitori la presentazione dei risultati 2Q21 e 1H21 che si terrà giovedì 5 agosto 2021 alle 16:30 CEST (15:30 BST, 10:30 EDT)”.

“Lo scenario di stress test avverso è stato stabilito dalla BCE/ESRB e copre un orizzonte temporale di tre anni (2021-2023). Lo stress test è stato effettuato applicando un’ipotesi di bilancio statico a dicembre 2020, e pertanto non tiene conto delle future strategie aziendali e delle azioni gestionali. Esso pertanto non rappresenta una previsione degli utili della Banca. Includendo l’impatto della vendita di azioni proprie, del cambiamento dei criteri di valutazione del portafoglio immobiliare, della cartolarizzazione sintetica annunciata il 23 luglio, e dell’utile del 1Q21, il Fully Loaded CET1 della Banca – post ipotetico Euro 2,5 Miliardi di aumento di capitale e nello scenario avverso – si attesterebbe a 6,6%”.

“Sulla base dei risultati dell’esercizio e sotto il controllo dell’autorità di vigilanza, la Banca – fermo restando il perseguimento della soluzione strutturale – continuerà ad implementare le iniziative previste dal Piano strategico 2021-2025, che dovrebbero determinare ulteriori impatti positivi sia sul capitale che sulla redditività. Come per lo scenario Base, la Banca rileva che l’impatto di capitale derivante dal rischio di credito è inferiore al campione delle banche italiane. Inoltre, il costo del rischio cumulato 2021-2023 nello Scenario Avverso si attesta a 2,1 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con gli accantonamenti per perdite su crediti di 1,9 miliardi di euro previste dal Piano Strategico 2021-2025. Il CET1 nello Scenario Avverso è l’impattato per 2,3 p.p. dal rischio operativo, significativamente più alto del campione EBA e non riflette gli effetti degli Accordi Preliminari annunciati con la Fondazione Monte dei Paschi di Siena”.