Basket, la San Giobbe sfida Piombino, Di Lorenzo: "Fabriano è il passato, adesso un nuovo esame"

Sfida casalinga per i Bulls in programma domenica 8 novembre alle ore 18 al PalaPania di Chiusi

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Due vittorie consecutive, prestazioni convincenti e una fiducia che cresce insieme alla qualità del gioco. L’Umana San Giobbe si prepara alla sfida casalinga contro Piombino, in programma domenica 8 novembre alle ore 18 al PalaPania di Chiusi, con la consapevolezza di aver compiuto passi importanti nelle ultime settimane. I successi contro Quarrata e Fabriano hanno confermato i progressi del gruppo biancorosso, ma per coach Giampaolo Di Lorenzo il momento positivo non deve distogliere l’attenzione da un campionato nel quale ogni partita rappresenta un nuovo banco di prova proprio a partire dalla sfida di domenica contro i gialloblù.

Il tecnico riparte proprio dalle sensazioni che accompagnano la squadra alla vigilia del settimo impegno stagionale, che sarà arbitrato dai signori Luca Leggiero di San Tammaro, Emanuela Tommasi di Veroli e Emanuele Bombace di San Giuliano in Campania, tra entusiasmo per quanto costruito e lucidità nell’individuare gli aspetti ancora da migliorare.

«Ci presentiamo a questa partita con entusiasmo e con una maggiore consapevolezza di quello che siamo in questo momento, dei nostri punti di forza ma anche delle tante cose sulle quali dobbiamo ancora lavorare. Sappiamo che il campionato è difficile e che non ci si può mai sedere. Siamo già arrivati alla settima giornata e sembra ieri che eravamo qui a parlare della partita contro Ravenna. Il tempo passa, le giornate scorrono e per chi fa sport, che sia un allenatore o un giocatore, il giorno più bello resta sempre quello della partita. Non vediamo l’ora di scendere nuovamente in campo».

Di fronte ai Bulls ci sarà Piombino, terza formazione toscana consecutiva ospite del palazzetto di Chiusi. Un’avversaria reduce da un successo importante dopo un periodo complicato sul piano dei risultati, ma che secondo Di Lorenzo possiede qualità individuali e potenzialità ben superiori a quanto possa suggerire il suo recente cammino.

«Piombino, come tante squadre di questo campionato, ha giocatori importanti. Ci sono elementi che hanno calcato anche parquet di categoria superiore e diversi giocatori con tanti punti nelle mani. Parliamo di esterni capaci di realizzare venti punti con grande naturalezza, quindi di una formazione con un potenziale offensivo davvero significativo. Come succede a molte squadre in questa fase della stagione, può attraversare momenti di difficoltà e alternare situazioni positive e negative, anche all’interno della stessa partita».

Il coach biancorosso si aspetta una squadra particolarmente motivata, consapevole dell’importanza che potrebbe avere un risultato positivo sul campo della San Giobbe.

«Sicuramente anche per loro sarà una partita importante. Vincere su un campo come quello di Chiusi potrebbe permettere a Piombino di ritrovare ulteriore fiducia e rilanciarsi. Noi, però, siamo carichi e pronti. È stata la prima settimana nella quale abbiamo dovuto fare i conti con qualche acciacco, ma domenica dovremmo esserci tutti. Mi auguro soprattutto che affrontiamo questa partita come una sfida contro noi stessi».

Un concetto che Di Lorenzo approfondisce richiamando uno dei principi più ricorrenti del proprio lavoro: la necessità di dimostrare ogni volta il proprio valore, senza considerare acquisito quanto ottenuto in precedenza.

«Nella pallacanestro il passato non conta, conta quello che fai in quel momento, in quel giorno, e quanto sei pronto ad affrontare la partita. La vittoria di Fabriano ormai è andata. Adesso abbiamo davanti un altro esame, contro una squadra che presenta caratteristiche diverse sia in attacco che in difesa. Dobbiamo farci trovare pronti».

Analizzando più nel dettaglio l’avversaria, il tecnico individua nella ricerca degli equilibri e dell’identità collettiva una delle principali sfide che Piombino sta affrontando in questa fase della stagione. Una condizione comprensibile per una formazione profondamente rinnovata, che ha cambiato anche la guida tecnica.

«È una squadra che è stata rinnovata quasi completamente, con un allenatore nuovo, e naturalmente serve tempo per trovare la giusta chimica. Quando hai tanti giocatori capaci di segnare, devi anche costruire gli equilibri e capire come distribuire le responsabilità all’interno della stessa partita. Credo che sia soprattutto una questione di equilibrio. È una squadra ben allenata, che può diventare molto solida. In questo momento è difficile definire qualsiasi formazione come un prodotto già finito: tutti stanno ancora cercando la propria identità e, attraverso il lavoro quotidiano, le cose possono cambiare anche in pochissimo tempo».

Di Lorenzo preferisce non soffermarsi pubblicamente sulle possibili debolezze degli avversari, concentrandosi piuttosto sulle qualità che la San Giobbe dovrà essere capace di contenere.

«Non voglio dire quali penso possano essere i loro punti deboli, quelli preferisco tenerli per me. Tutte le squadre hanno pregi e difetti, ma in questo momento vedo soprattutto le potenzialità di Piombino, ed è su quelle che dobbiamo prestare maggiore attenzione».

Accanto alla preparazione della sfida, la conferenza offre anche l’occasione per approfondire uno dei temi che hanno accompagnato le ultime settimane della San Giobbe: il ruolo della cosiddetta squadra invisibile. Un insieme di persone, professionalità e comportamenti quotidiani che, pur rimanendo spesso lontano dai riflettori, contribuisce in maniera determinante alla crescita del gruppo.

«È tutto collegato. I risultati che riusciamo a ottenere, ma anche i miglioramenti individuali che vediamo nei giocatori indipendentemente dalle vittorie o dalle sconfitte, nascono dalla qualità del lavoro che c’è dietro. Quando parlo di squadra invisibile mi riferisco alla società, allo staff, allo staff medico e a tutte le persone che ci permettono di lavorare in un certo modo. A questo si aggiunge la disponibilità dei ragazzi, che arrivano in palestra anche tre quarti d’ora o un’ora prima dell’allenamento per fare qualcosa in più, oppure rimangono dopo la fine della seduta. C’è tanta passione e tanta energia che ci trasmettiamo reciprocamente. Abbiamo giocatori esperti come Lisandro, Nicolò e Dario, che rappresentano ottimi esempi per tutti. Non sono atleti che vengono in palestra semplicemente a timbrare il cartellino, pensando di essere ormai arrivati. Anzi, spesso sono proprio quelli che lavorano e tirano di più, perché sentono la responsabilità di dare l’esempio. L’obiettivo di ciascuno deve essere quello di ottenere un piccolo miglioramento settimana dopo settimana, a livello individuale, sapendo che poi tutto questo si riflette sulla squadra. È un discorso che va anche oltre il risultato della singola partita».

Una cultura del lavoro che permette a Di Lorenzo di guardare con fiducia al percorso intrapreso, forte di una struttura organizzativa e tecnica nella quale riconosce un sostegno fondamentale.

«Vedo grande disciplina e grande attenzione. Mi sento tranquillo perché so di avere alle spalle una società e uno staff tecnico che lavorano in una determinata maniera. Paradossalmente, forse questo è il primo anno nel quale mi ritrovo a fare un po’ meno rispetto a tante altre stagioni, proprio perché sento di avere le spalle coperte».

 

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