Basket, San Giobbe in trasferta a Fabriano per la sesta di campionato

Appuntamento in programma per domenica 1 novembre alle ore 18 al PalaChemiba di Cerreto d'Esi

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La convincente vittoria contro Quarrata ha lasciato in casa Umana San Giobbe non soltanto soddisfazione per il risultato, ma soprattutto nuove energie da investire nel lavoro quotidiano. È questo il messaggio che emerge dalle parole di coach Giampaolo Di Lorenzo alla vigilia della trasferta di Fabriano, appuntamento in programma per domenica 1 novembre alle ore 18 al PalaChemiba di Cerreto d’Esi e che rappresenterà un ulteriore banco di prova per il percorso di crescita dei Bulls. La partita sarà arbitrata dai signori Francesco Uncini di Jesi, Mattia Forconi di Faenza, Tommaso Caporalini di Osimo.

Il tecnico biancorosso riparte dalle sensazioni espresse al termine dell’ultima gara casalinga e da quella dichiarazione, «Decidiamo noi chi e cosa vogliamo essere», che aveva sintetizzato il valore della prestazione offerta dalla squadra.

«La felicità bisogna portarsela dentro e trasformarla in entusiasmo. È quello che ho visto nei ragazzi durante questi giorni e credo sia un elemento molto importante. Andare ad allenarsi o a lavorare portandosi dietro entusiasmo, essere circondati da questo spirito, aiuta sicuramente a lavorare meglio e anche a sentire meno la fatica. Abbiamo fatto un’ottima settimana. Martedì e mercoledì mi sono congratulato con i ragazzi perché probabilmente abbiamo svolto due dei migliori allenamenti da quando sono arrivato. Questo nasce proprio dal fatto che una vittoria stimola, dà soddisfazione, ma bisogna essere bravi a trasformare quella soddisfazione in qualità del lavoro, senza rimanere a pensare ai festeggiamenti o alla bella partita disputata».

Una riflessione che si lega direttamente alla necessità di non fermarsi ai risultati raggiunti. Per Di Lorenzo, infatti, il processo di maturazione della squadra passa soprattutto dalla capacità di rendere abituale un determinato livello di competitività.

«Il bello e il brutto dello sport è che c’è sempre un’altra partita da giocare, un altro quarto, un’altra azione. Il passato, dopo un attimo, va già messo da parte per concentrarsi su quello che viene. Se dobbiamo decidere chi vogliamo essere, credo che i ragazzi non sappiano ancora fino in fondo quanto talento abbiano e quanto io lo apprezzi. Sto cercando di trasferire loro questa consapevolezza, sapendo naturalmente che ci sono tante altre squadre e tanti giocatori forti. Noi però abbiamo un gruppo solido, composto da giocatori di talento. Devono acquisire quello status di atleta capace di essere competitivo sempre, in ogni allenamento e in ogni partita, pronto ad affrontare qualsiasi sfida. È probabilmente il lavoro più complicato: raggiungere quella continuità di cui parlavo già la settimana scorsa».

I segnali arrivati dalla palestra, in questo senso, sono incoraggianti. Non soltanto per l’intensità mostrata, ma anche per la condizione fisica di un gruppo che sta progressivamente raccogliendo i frutti del lavoro svolto.

«Gli allenamenti sono stati di alto livello e molto intensi. I ragazzi stanno bene e il lavoro fisico comincia a pagare, perché riusciamo a mantenere elevata la qualità dell’allenamento per periodi sempre più lunghi. Sono contento della settimana che abbiamo fatto e di quello che siamo in questo momento».

Archiviata la preparazione settimanale, l’attenzione si sposta su Fabriano, avversaria che il tecnico biancorosso considera una delle realtà più solide di un campionato caratterizzato da grande equilibrio. Una squadra che, pur avendo cambiato diversi interpreti, ha saputo conservare un’identità tecnica ben riconoscibile.

«In questo campionato ci sono diverse possibili rivelazioni, perché il livello è davvero equilibrato. Fabriano è una squadra molto solida e ben allenata. Ha fatto un ottimo lavoro lo scorso anno, raggiungendo la salvezza, e ha riproposto sostanzialmente lo stesso sistema, sia offensivo che difensivo, pur cambiando i protagonisti. Secondo me è una delle squadre che, in questo momento, esegue meglio i giochi in attacco. Ha tante soluzioni, ruoli e responsabilità molto chiari. Quasi tutti i giocatori sono inseriti perfettamente nel sistema e vengono messi nelle condizioni di esprimere le proprie caratteristiche. C’è una grandissima qualità nell’esecuzione e, per certi aspetti, una minore imprevedibilità».

Conoscere le caratteristiche dell’avversaria, tuttavia, non significa necessariamente riuscire a limitarne l’efficacia. Sarà proprio la capacità di tradurre sul parquet quanto preparato durante la settimana a fare la differenza, soprattutto in un ambiente che si preannuncia impegnativo.

«Per certi aspetti può sembrare più semplice preparare una partita contro una squadra dalle caratteristiche così definite, ma poi bisogna trasferire tutto sul campo. Giocheremo in un palazzetto tradizionalmente caldo, contro una squadra in fiducia, capace anche di andare a vincere sul campo di un’avversaria che arrivava da un successo molto largo a Latina. È una formazione da affrontare con grande attenzione. Dovremo essere bravi a limitarne la capacità di correre in campo aperto, perché trova molti punti in queste situazioni. Ha giocatori molto abili a sfruttare i blocchi, lunghi che bloccano bene, buoni passatori ed elementi capaci di creare dal palleggio e dal pick and roll. Ha tante armi offensive e soprattutto in casa può segnare molto».

Anche sul piano difensivo, Di Lorenzo si aspetta una partita nella quale sarà fondamentale la lucidità nelle letture e nelle scelte.

«Conosciamo il loro sistema difensivo. Rispetto a noi, che tendiamo ad adattarci maggiormente agli avversari di settimana in settimana, Fabriano ha mantenuto finora un’identità più stabile. Sappiamo cosa aspettarci, ma riconoscere quello che fanno non basta: bisogna poi prendere le decisioni tecniche giuste durante la partita».

Accanto agli aspetti tattici, il coach insiste su un concetto preciso: il coraggio. La trasferta marchigiana dovrà essere affrontata con la convinzione di poter competere, senza rinunciare alle proprie qualità e senza lasciarsi condizionare dalle difficoltà.

«Mi aspetto una partita coraggiosa. Dovremo essere bravi a prenderci i tiri aperti che riusciremo a costruire e a non fare passi indietro. È un’occasione importante, perché affrontiamo una squadra forte su un campo difficile, ma possiamo andare lì e giocarcela bene. Conto molto sul fatto che non saremo quelli visti nella prima parte della partita di Roma, quando siamo andati sotto di ventisei punti. Sono passate soltanto due settimane, anche se sembra molto più tempo, e io continuo a ricordarlo ai ragazzi. Possiamo essere la squadra che va sotto di ventisei, ma anche quella capace di vincere con ampio margine. È fondamentale che la consapevolezza delle nostre qualità venga confermata ogni domenica. Siamo in crescita e questa è un’occasione d’oro per dimostrarlo ancora».

Proprio la trasferta contro la Luiss Roma, con le difficoltà iniziali e la successiva rimonta, rimane un riferimento importante nel percorso di maturazione della San Giobbe. Una lezione che il tecnico ritiene sia stata assimilata dal gruppo e che ha contribuito a mantenere alta l’attenzione anche dopo il successo contro Quarrata.

«Non ho visto segnali di appagamento durante questa settimana. Spero che i due schiaffoni presi a Roma ci abbiano fatto capire che, se non siamo pronti, non bastano il nome, il cognome o quello che abbiamo fatto prima. Forse ho cambiato anch’io qualche atteggiamento, perché quei due schiaffoni li ho presi insieme ai ragazzi. Naturalmente a Roma abbiamo poi recuperato, arrivando a uno o due possessi dalla parità, quindi non abbiamo certo chiuso la partita con trenta punti di distacco. Però abbiamo capito che possediamo delle potenzialità importanti e sono fiducioso: penso che possiamo disputare una partita all’altezza della situazione».

 



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