L’Umana San Giobbe Basket torna davanti al proprio pubblico per affrontare Dany Quarrata nella sfida in programma per domenica 25 ottobre alle ore 18 al PalaPania di Chiusi.
Una partita che rappresenta l’occasione per riprendere il cammino dopo la sconfitta sul campo della Luiss Roma ma che mette di fronte ai Bulls una squadra in forma e che ha iniziato la stagione alla grande. Una partita importante non soltanto per il risultato, ma anche per verificare i progressi di un gruppo ancora impegnato nella costruzione della propria identità e nella ricerca di quella continuità che coach Giampaolo Di Lorenzo considera fondamentale. Nella conferenza stampa di presentazione dell’incontro che sarà arbitrato dai signori Esposito di San Benedetto del Tronto, Marco Pratola di Francavilla al Mare e Tommaso Pepe di Deruta, il tecnico biancorosso ha analizzato il lavoro svolto durante la settimana, soffermandosi sulle difficoltà emerse nella trasferta romana, sull’equilibrio del campionato e sulle caratteristiche di un’avversaria che ha già dimostrato di poter competere con formazioni di grande valore.
«È stata una settimana intensa – ha spiegato Di Lorenzo –. Quando si arriva da una sconfitta particolare come quella di Roma, inevitabilmente c’è una maggiore voglia di rivalsa. Abbiamo disputato un primo tempo molto brutto, arrivando anche a ventisei punti di svantaggio. Poi siamo riusciti a recuperare fino a portarci a uno o due possessi dal pareggio, ma quello che mi porto dietro è soprattutto l’atteggiamento dei primi venti minuti, che non è stato all’altezza. Per questo abbiamo lavorato molto su quell’aspetto».
Il tema centrale resta la capacità di esprimere il proprio potenziale con regolarità, evitando quei passaggi a vuoto che possono compromettere anche prestazioni nelle quali emergono qualità tecniche importanti.
«Sappiamo benissimo che la nostra forza può venire fuori se riusciamo ad avere continuità all’interno della partita. Credo che questo sia uno dei problemi principali per tanti giocatori del nostro campionato: riuscire a portare qualcosa di importante alla squadra in ogni incontro. Se un giocatore ha determinate medie realizzative e a rimbalzo, può capitare che una sera faccia meglio e un’altra un po’ peggio, ma non devono esserci differenze troppo marcate tra una prestazione e l’altra».
Una questione che, secondo l’allenatore, riguarda prima di tutto l’approccio mentale e la capacità di attribuire il giusto valore a ogni singola situazione.
«Bisogna avere un atteggiamento per il quale ogni partita è importantissima, ogni quarto è fondamentale e ogni azione può essere determinante. Se un giocatore riesce a trovare questa continuità individuale, allora può nascere anche la continuità di squadra. È un processo che richiede tempo e sul quale stiamo lavorando molto. Vogliamo che tutti comprendano quanto sia importante ogni momento della partita, ma anche ogni azione dell’allenamento, perché è proprio quello che poi si ritrova in campo la domenica».
Un percorso di crescita che non riguarda soltanto la San Giobbe, ma che sembra caratterizzare l’intero avvio del campionato di Serie B Nazionale, contraddistinto da risultati spesso sorprendenti e da partite capaci di cambiare volto anche nell’arco di pochi minuti.
«Le squadre stanno facendo fatica a trovare continuità. Vediamo formazioni che vincono una partita con venti punti di vantaggio e poi perdono su campi dove, almeno sulla carta, non ci si aspetterebbe una sconfitta. E questo succede anche all’interno della stessa gara, con momenti molto diversi tra loro».
«Siamo ancora all’inizio del campionato e credo che questo incida parecchio. Le squadre hanno alle spalle circa due mesi di lavoro, non due anni di continuità con lo stesso gruppo nel quale ogni stagione si inseriscono soltanto pochi elementi. Nel mio caso, poi, sono qui da poco più di un mese e non ho vissuto le prime settimane di preparazione. Trasferire una determinata mentalità richiede inevitabilmente tempo».
Il tecnico sottolinea quindi quanto sia necessario affrontare ogni avversaria con la massima attenzione, indipendentemente dalla posizione in classifica o dai risultati ottenuti nelle prime giornate.
«È un campionato molto equilibrato. Anche le squadre che non hanno ancora vinto sono riuscite a giocarsela fino alla fine contro avversarie importanti. Penso, per esempio, a Pesaro, che ha perso allo scadere contro Montecatini. È una formazione molto giovane, che sta crescendo settimana dopo settimana e che non puoi permetterti di affrontare con leggerezza. Questo vale per tutti, anche per squadre importanti come Roma o Livorno. Bisogna essere sempre sul pezzo, sia durante gli allenamenti sia quando arriva il momento di trasferire quel lavoro in partita».
Guardando alla prossima avversaria, Di Lorenzo individua nella Dany Quarrata una delle formazioni che, in questa prima fase della stagione, ha già mostrato un’identità particolarmente riconoscibile.
«Quarrata è probabilmente una delle squadre che ha già un’anima ben definita. Ha alcuni giocatori conosciuti e altri che possono essere considerati degli underdog, ragazzi per i quali giocare in un campionato così competitivo rappresenta una grandissima opportunità. Credo che questa sfida li stimoli molto e, per certi aspetti, è proprio quello che dobbiamo riuscire a diventare anche noi».
Una squadra solida e concreta, capace di imporre il proprio ritmo e di mettere in difficoltà gli attacchi avversari attraverso un sistema difensivo particolarmente versatile.
«È una formazione che corre tanto, accetta numerosi cambi difensivi e dispone di diverse alternative tattiche. Può cambiare sui blocchi, schierarsi a zona e modificare continuamente il proprio assetto. È una precisa idea del loro allenatore, che tende a interrompere il ritmo degli attacchi avversari e a costringerli a fermarsi per cercare nuove soluzioni».
«Inoltre, proprio grazie ai cambi difensivi, riescono spesso a creare situazioni particolari in campo aperto. I lunghi possono trovarsi accoppiati con giocatori più piccoli e attaccare gli spazi, mentre gli esterni possono sfruttare situazioni favorevoli contro avversari fisicamente differenti. È una squadra che sa correre e che interpreta con grande convinzione la propria pallacanestro».
I risultati ottenuti finora confermano, secondo Di Lorenzo, il valore di una formazione capace di mettere in difficoltà anche avversarie particolarmente attrezzate.
«Quarrata ha già disputato partite importanti, comprese quelle che ha perso. Ha giocato fino alla fine contro Napoli e contro Montecatini ha avuto anche il pallone della vittoria, prima di essere superata da un tiro allo scadere. Inoltre ha battuto Livorno. Sappiamo quindi benissimo quale sia il valore della squadra che andremo ad affrontare».
Per la San Giobbe sarà fondamentale ritrovare solidità soprattutto nella propria metà campo, senza rinunciare alle qualità offensive già mostrate nelle prime giornate.
«Arriviamo da una sconfitta, ma anche da una partita nella quale abbiamo segnato ottantotto punti a Roma. Dobbiamo sistemare alcune situazioni difensive, perché ci sono momenti nei quali perdiamo attenzione, concediamo un rimbalzo o sbagliamo una rotazione. È su questi aspetti che stiamo lavorando».
«Forse non siamo una squadra con caratteristiche prettamente difensive, ma possiamo giocare molto bene in attacco e sfruttare proprio la qualità offensiva per trovare energia e slancio anche nella metà campo difensiva. Dobbiamo riuscire a costruire, all’interno di ogni quarto, momenti nei quali essere efficaci su entrambi i lati del campo».
Nell’analisi delle possibili chiavi tattiche dell’incontro, l’allenatore biancorosso richiama soprattutto la capacità di leggere i cambi difensivi di Quarrata e di trovare le giuste collaborazioni offensive.
«La chiave sarà nelle letture che riusciremo a fare contro i loro cambi, nelle spaziature, nel gioco senza palla e nelle collaborazioni. Ci sono situazioni che funzionano contro una difesa più tradizionale e che, invece, contro una squadra come Quarrata richiedono soluzioni differenti. Abbiamo lavorato durante la settimana proprio per prepararci a queste eventualità».
Fiducia anche nelle possibilità di rispondere fisicamente alle caratteristiche degli avversari e nella profondità del gruppo.
«Dal punto di vista difensivo credo che possiamo reggere le situazioni di mismatch, perché abbiamo le caratteristiche fisiche per farlo. Ritengo che abbiamo tanto talento e che anche dalla panchina possano arrivare contributi importanti nell’arco dei quaranta minuti».
La voglia di tornare in campo, dopo una settimana trascorsa a riflettere sugli errori commessi nella capitale, rappresenta infine una motivazione ulteriore per affrontare la sfida davanti al pubblico biancorosso.
«Siamo carichi e non vediamo l’ora di scendere in campo. Quando ti porti dietro una sconfitta, la cosa che desideri di più è avere la possibilità di cancellarla velocemente».