Caos B, niente sciopero dei calciatori. L’Aic denuncia la Lega, chiesto rinvio prime 2 giornate

Tommasi dopo la riunione coi capitani: “Troppo tardi per scioperare. Resta lo stato di agitazione. Comportamento gravissimo”

Non ci sarà il paventato sciopero dei calciatori di Serie B in seguito al caos dei mancati ripescaggi e della B a 19 squadre. La decisione è arrivata dopo la riunione di oggi a Roma tra i capitani delle squadre cadette e il presidente Aic Tommasi, che ha spiegato come per lo sciopero non ci siano le tempistiche adatte. Nonostante ciò rimane lo stato di agitazione, con relativa richiesta di rinvio delle prime due giornate, e la volontà di difendere, anche legalmente, i diritti dei giocatori, ritrovatisi a pochi giorni dal via senza sapere con certezza che categoria disputare (il 7 la sentenza del Coni potrebbe ribaltare tutto).

“E’ stato condiviso – ha fatto sapere Tommasi – un comportamento gravissimo nei confronti dei calciatori da parte della Lega e delle società, che si è verificato in questi giorni e che ovviamente faremo presente in sede legale. Sicuramente non è un buon inizio”. Il cambiamento del format, spiega Tommasi, è avvenuto “ben oltre i limiti del mandato commissariale e in spregio alle maggioranze qualificate previste dalla Statuto Figc. Per questo motivo, l’Associazione Italiana Calciatori continuerà a fornire in tutte le sedi giudiziali sportive e ordinarie, il supporto necessario alla salvaguardia dei diritti dei calciatori loro malgrado coinvolti”.

“Credo che il campionato debba partire – è la considerazione invece di Balata, presidente Lega di B – Farlo iniziare è il dovere di un presidente di Lega. Siamo arrivati al 13 agosto con 19 squadre regolarmente iscritte e dovevamo far seguito ai diritti di queste squadre. I club sono pronti e hanno diritto e interesse a scendere in campo e sono unite e forti su questa nostra posizione che ha avuto il conforto della Figc. C’era un problema: abbiamo dovuto inseguire e analizzare fino al 13 agosto dopo due rinvii della presentazione del nostro calendario e a quella data ancora non avevamo chiaro se ci fossero delle decisione degli organi di giustizia che ci indicassero la strada da percorrere”.

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