Caso Rossi: l’hard disk del suo pc non è più leggibile

Gli avvocati avevano fatto richiesta per l’estrazione forense

Si è tornati ad affrontare il caso David Rossi a Quarto Grado. Nell’ultima puntata del programma di Rete4 è stata data notizia che la richiesta della difesa della famiglia Rossi -rappresentata da Paolo Pirani – di una consulenza per l’estrazione forense dell’hard disk del pc di Rossi ha avuto esito negativo in quanto le copie a disposizione della Procura risultano illeggibili e quindi non consultabili per eventuali analisi.

Il contenuto del pc di Rossi è tornato alla ribalta (LEGGI QUI: https://www.radiosienatv.it/giallo-david-rossi-a-quarto-grado-la-tesi-del-ricatto-e-le-verita-della-nuova-consulenza/) proprio in collegamento con la traccia dei festini, tanto che si è fatta avanti l’ipotesi di possibili ricatti a danno dell’ex dirigente di Mps. Quarto Grado è ripartito dalle testimonianze sui video scabrosi e sugli spezzoni dei presunti festini, che sarebbero stati trovati nel Pc e nel telefono di Rossi durante la perquisizione dell’11 febbraio 2013, dopo la quale Rossi sarebbe rimasto particolarmente scosso.

Si ipotizza che Rossi potesse essere il custode di certi video, su richiesta di un’altra persona che aveva paura di essere travolta: sarebbe forse questa la “cazzata” cui allude nelle mail con l’ad Fabrizio Viola. Viola che due settimane dopo la morte, il 21 marzo, dice ai Pm di essersi accorto che in Rossi c’era qualcosa di parallelo che lo agitava, magari un ricatto, qualcuno che lo voleva incastrare a titolo personale, non come manager Mps. E che forse custodiva del materiale compromettente.

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