Chiusi: Comune e Associazioni condividono una lettera per lavorare sul piano ristori

Oggetto del documento il piano ristori a favore delle attività commerciali, imprenditoriali e artigianali rimaste chiuse a causa della zona rossa comunale

Il sindaco di Chiusi Juri Bettollini, la vicesindaca Sara Marchini e le associazioni di categoria (Confesercenti, CNA, Confindustria Toscana Sud, Confartigianato, ANCE Siena, CIA e Confcommercio) hanno condiviso una lettera che sarà inviata al Presidente del Consiglio regionale della Toscana Antonio Mazzeo e al Vicepresidente Stefano Scaramelli. Oggetto del documento il piano ristori a favore delle attività commerciali, imprenditoriali e artigianali rimaste chiuse a causa della zona rossa comunale indetta per lo svolgimento delle operazioni sanitarie di screening “Territori Sicuri”.

“La nostra Città – sottolineano il sindaco di Chiusi Juri Bettollini e la vicesindaca Sara Marchini – ha dimostrato un grande senso civico e di responsabilità trasformando una complessità in un’occasione e opportunità di esempio per tutto il Paese. L’interesse del singolo è venuto meno a favore dell’interesse collettivo, ma adesso è giusto pensare a come ripartire per scongiurare o quantomeno arginare una, altrimenti inevitabile crisi economica e di conseguenza sociale. A questo scopo ringraziamo il Presidente, il Vicepresidente e tutto il Consiglio regionale della Toscana per aver sottoposto all’intera assise la proposta di un piano ristori per la nostra città, che oggi assume un significa di profonda importanza e urgenza. Come Amministrazione Comunale siamo a completa disposizione e pronti a collaborare per la definizione di un piano che permetta di procedere celermente a favore del tessuto imprenditoriale e cittadino. Per questo motivo abbiamo coinvolto le associazioni di categoria operanti nella nostra Città per comprendere quali possano essere i suggerimenti e le reali necessità delle attività imprenditoriali.”

Nella lettera, condivisa tra Comune e Associazioni di Categoria, sono quattro i punti cardine che permetterebbero di offrire un aiuto concreto a tutto il tessuto imprenditoriale della città: superamento della erogazione tramite codici ATECO poiché dagli effetti della “zona rossa” non sono state colpite solamente le attività chiuse ma ne ha risentito tutto l’indotto a loro collegato; valutazione per una erogazione del contributo all’amministrazione comunale che potrà poi trasferirlo sotto forma di contributo o di agevolazione sulle imposte locali; istituzione di un fondo specifico per le piccole attività, unipersonali o familiari, costrette a periodo di sospensione dell’attività per positività a Covid-19 ed infine un coinvolgimento e un supporto attivo tramite Toscana Promozione Turistica al fine di definire un’attività di valorizzazione del turismo, delle peculiarità storiche naturali e enogastronomiche del nostro territorio.